• WWOOF

    Diario Agreste – scritto n.8: sesta tappa, Molise

    L’autore nell’azienda sementiera. Trebbiature e macchine pesanti. Mi lascio alle spalle l’Abruzzo in una giornata di tepore. Il familiare Intercity per Bari corre rapido verso sud e in un’oretta sono al confine regionale.Alla stazione di Termoli mi attende Catia, puntualissima. Si chiacchiera amabilmente; ascoltandola colgo una cadenza familiare, troppo familiare per essere molisana. Il mistero è presto svelato: è veneta. Racconta di essersi trasferita con il compagno Olivier qualche anno prima. Si parla delle emozioni e delle difficoltà del lasciare casa per trasferirsi in un luogo sconosciuto. Ci intendiamo subito.

  • Svezia

    How to survive the Swedish winter

    The author describes the strategies for facing the long Swedish winter Nota: questo articolo è disponibile in italiano qui 🇮🇹 Note: The article contains affiliated links. Purchasing the linked products will provide me a small commission. Thanks ❤️ The following article is possibly the longest I have ever written, and rightly so. I am about to describe the most known and feared amongst the many faces of Northern Europe: the long, cold, dark and poetic Swedish winter. And in this post I will be describing how to best face it.

  • WWOOF

    Diario Agreste – scritto n.7: quinta tappa, Notaresco, Abruzzo

    L’autore nella terra di D’Annunzio. Vita in famiglia, giardinaggio e viticoltura Mi lascio alle spalle la Toscana a bordo del regionale per Faenza, e presto salgo a bordo dell’Intercity Bologna-Lecce. Tratta interessante, si affaccia sulla costa adriatica e attraversa Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia. Il convoglio avanza con moderata velocità, dando modo di apprezzare il litorale e i bagnanti intenti nelle tipiche attività da vacanzieri.

  • WWOOF

    Diario Agreste – scritto n.6: quarta tappa, Pelago, Toscana

    L’autore sempre in Toscana, questa volta in quel di Firenze. Ulivi e socializzazione. Rieccomi in viaggio, con un percorso molto più breve. Prendo infatti il treno da Pontedera a Firenze, stazione di scambio, dove l’ennesimo ritardo mi costringe a sgomitare per l’affollata e a me ormai familiare Santa Maria Novella. Calpesto turisti, prendo a calci cani, spingo a malo modo passeggini, riuscendo infine a salire a bordo del regionale per Pontassieve a dispetto di una coincidenza di sette minuti scarsi. Viaggio privo di eventi degni di nota, temperature esterne in deciso aumento, come visibile dallo schermo a bordo treno: 41 gradi. Ad attendermi a Pontedera c’è Ilaria, mi accoglie allegra…