Diario svedese – scritto n.64: come sopravvivere all’inverno svedese

L’autore illustra le strategie per affrontare al meglio il lungo inverno.

Quello che segue è forse lo scritto più lungo del blog. Merito conseguito a buon diritto. Mi accingo infatti a descrivere il più conosciuto e temuto tra i numerosi volti del Nord Europa: il lungo, gelido, buio e poetico inverno svedese.  Leggi tutto “Diario svedese – scritto n.64: come sopravvivere all’inverno svedese”

Diario svedese – scritto n.63: gli spazi comuni

L’autore alla scoperta dei locali condivisi.

Gli scandinavi sono ritenuti riservati e schivi, talvolta meno diplomaticamente asociali.  Tale reputazione traspare da diversi miei scritti – di cui uno particolarmente controverso.
Una riservatezza forse data dal clima, dalla cultura, dalla densità abitativa storicamente ridotta. Una dispersione inevitabile data l’estensione del Paese, con oltre 1500 km di lunghezza da nord a sud e una popolazione di dieci milioni di abitanti. Sono tratti che hanno contribuito ad esasperare questa idea di popolo chiuso e serioso, allergico a qualsivoglia condivisione dello spazio personale. La realtà è meno fosca di quanto la si dipinga… Leggi tutto “Diario svedese – scritto n.63: gli spazi comuni”

Diario svedese – scritto n.62: la casa

Lo sfratto. La ricerca. L’acquisto. La ristrutturazione e il trasloco. Periglioso et incredibile viaggio nel mercato immobiliare svedese.

IMG_0310Era settembre dell’anno scorso, ormai più di un anno fa, quando ci trasferimmo nella amena Råsunda, più precisamente a Näckrosen.
Adorabile area nel comune di Solna, “Näckens” accoglie i visitatori con un grazioso viale alberato, marciapiedi lindi, condomini sobri e colorati (rigorosamente con tinte spente tipo “maglietta al quindicesimo lavaggio”) e piccole botteghe dal sapore antico.
L’area è famosa per aver ospitato la prima Cinecittà svedese, la Filmstaden. In quello che fu tra i più moderni studi cinematografici d’Europa hanno preso vita alcune delle più celebri pellicole svedesi. Solo per citare qualche lavoro del Maestro Bergman: Il Settimo Sigillo, Il Posto Delle Fragole, Persona. Vi è inoltre stato girato il primo film svedese, Il Carretto Fantasma, di Victor Sjöström.
Della Filmstaden resta ben poco in quanto ormai quasi totalmente riqualificata ad area residenziale. Rimangono il bel cancello in ferro battuto, un grande edificio adibito a cinema, il museo ed un pittoresco ristorante sulla collinetta adiacente l’ingresso. Questo genere di operazione tabula rasa è piuttosto comune in Svezia, Paese proiettato verso il futuro talvolta con esagerato entusiasmo. La piazza Sergels Torg in centro a Stoccolma subì lo stesso trattamento tra polemiche e pestar di piedi.

Råsunda, area magnifica, si diceva. E da poco meno di un mese non ci abitiamo più. Leggi tutto “Diario svedese – scritto n.62: la casa”

Diario svedese – scritto n.61: terzo anno e importanti passi

Importanti traguardi allo scoccare del terzo anno in Svezia

Quindici settembre, terzo anno lontano dall’Italia.
Mai avrei pensato di rimanere così a lungo, eppure sono ancora qui, in compagnia, e senza piani certi. Nel senso che si lavora, si migliora sul piano professionale e personale e poi si vedrà. Dal punto di vista lavorativo non sto certo sprecando tempo, si tratta di un investimento che sono sicuro mi ripagherà. Che dire degli affetti, invece? Difficile a dirsi, certo è che l’anno prossimo ne compirò trenta, e son volati in fretta. Con gli anni trascorsi vi è la sensazione di essersi lasciata inconsciamente alle spalle la vita precedente, un po’ senza essersene resi conto, accecati dai sentimenti. Lo stesso stato d’animo che mi ha permesso di partire è quello che mi ha fatto perdere di vista il passato, molte vecchie abitudini, alcune storiche amicizie e legami. Questi ultimi li potrò forse ricucire, ma tutto ha un prezzo e solo il tempo dirà se ne è davvero valsa la pena.
“Crisi dei trent’anni” a parte, con l’anniversario coincide un evento molto importante e altamente simbolico: l’acquisto di un appartamento. Ebbenesì, sono da poco proprietario di un umile giaciglio a Stoccolma. In realtà non è proprio a due passi dal centro: è a sud, tra i boschi, ma siamo di umili necessità e va bene così. Son pur sempre un campagnolo, mi trovo più a mio agio nel verde.
L’acquisto, dicevo: si è trattata di una scelta che, a Stoccolma, è più obbligata che voluta. Il mercato immobiliare è folle, nella capitale. L’argomento merita tuttavia un doveroso approfondimento perché è un delirio che è bene condividere. Ne parlerò in un prossimo scritto.
Di nuovo grazie a chi ha permesso tutto questo, alle persone alle quali voglio tanto bene, in particolare a quelle che mi hanno lasciato partire pur consapevoli del rischio che questa permanenza all’estero sarebbe potuta durare a lungo. Grazie.

 

Micropost – riflessione sulle notizie dall’Italia

Faccio seguito al popolare scritto n.60, avente per tema le (vantaggiose) condizioni di lavoro in Svezia. Ora, cosa commentare quando le notizie dall’Italia hanno titoli come questi:

Milano, i lavoratori tornano dalle ferie e trovano la fabbrica chiusa

Modena, l’azienda manda i lavoratori in ferie e intanto si trasferisce in Polonia

Dometic Forlì, “Operai in ferie, manager cercano di svuotare la fabbrica”

La lezione è questa: nel nostro Paese manca un’etica del lavoro, ed il ritratto sapientemente rappresentato dal Fantozzi di Paolo Villaggio è sempre più simile alla realtà. La verità è che molti imprenditori non hanno mai conosciuto le parole “onore”, “onestà” e “rispetto”. Questo avveniva prima della crisi, figuriamoci ora che è un tutti contro tutti.
Sia chiaro, comprendo le dinamiche aziendali e quanto il bilancio segni il destino di un’attività, ma compiere manovre simili tenendo all’oscuro i dipendenti è vergognoso.
Posso solo dire di provar schifo per questa situazione e mi sento profondamente solidale con chi si è trovato in strada per causa altrui.