Diario agreste – scritto n.1: Arrivederci Svezia, nuovi inizi

E ci risiamo. L’autore nuovamente in viaggio alla ricerca di risposte.

Questo scrivevo il 13 Agosto 2010:

Cercherò di resistere a Stoccolma almeno tre mesi, confrontandomi con il gelido e buio inverno svedese, con una lingua che è ancora un abisso oscuro, con un mondo del lavoro ignoto. Da solo.

Tre mesi sono diventati otto anni e mezzo, l’inverno l’ho confrontato svariate volte, la lingua bene o male la parlo, il mondo del lavoro l’ho conosciuto. Ed il viaggio l’ho iniziato sì da solo, ma percorso in compagnia.
Quando lasciai l’Italia lo feci nella consapevolezza di non essere dove volessi, chi volessi. La Svezia mi ha dato aiuto nel trovare me stesso, in un percorso costellato di emozioni, successi, scoperte, incontri, fallimenti.

Per otto anni mi sono sentito bene o male a casa. Il tarlo del dubbio ha tuttavia iniziato a farsi largo in me, proprio come avvenuto otto anni prima. Cominciavo a pormi domande di questo tipo: voglio continuare nel mondo dell’informatica, sempre più competitivo, nevrastenico, soggetto alle logiche di mercato e così distante dai reali problemi che affliggono l’umanità? Accetto l’idea di una vita in città, dove l’inverno scandisce il tempo per sette mesi l’anno? Abbraccio con serenità un futuro trascorso per la maggior parte del tempo in ufficio, lontano dalla natura di cui tanto sento la mancanza, barattando i migliori anni della mia vita per uno stipendio che legittima uno stile di vita in funzione del lavoro stesso in un bizzarro circolo vizioso?

Dopo anni di dubbi e patemi imposti a me stesso e a chi mi stava vicino, ho finalmente deciso di dar risposta a tali domande. Mi sono licenziato, lascio il settore IT e la Svezia per sei mesi e mi imbarco in un viaggio un po’ atipico.
Non si tratta infatti di un percorso a spasso per il mondo, bensì di un’esperienza lavorativa in fattorie. Inizialmente in Italia, una decina di giorni in ogni azienda.
Le realtà che visiterò fanno parte del circuito WWOOF, una rete internazionale che mette in contatto fattorie biologiche e volontari disponibili a lavorare in cambio di vitto ed alloggio.
Svariate persone hanno reagito con stupore alla mia scelta, più o meno come avvenne a suo tempo per la scelta di emigrare in Svezia. Ciò che mi ha particolarmente colpito è stato il pensiero molto ricorrente, qualunque fosse la nazionalità del mio interlocutore: “ti invidio”. Dà molto da pensare. Sempre più individui si sentono nel posto sbagliato al momento sbagliato, così da dover invidiare chi parte alla ricerca di risposte.

Il mio itinerario prevede di visitare aziende agricole da nord a sud dell’Italia, potenzialmente fuori dal Paese. Per ora ho scelto quattro aziende, una in Trentino, una in Friuli e due in Toscana. L’idea è di espormi alla vita da contadino conoscendo le pratiche tradizionali: apicoltura, coltivazione, allevamento, viticoltura, olivicoltura, carpenteria, etc. In base all’esperienza dei primi mesi valuterò i passi successivi. Vorrei confrontarmi con chi ha abbracciato questo stile di vita e comprenderne i vantaggi e gli svantaggi, così da valutare un possibile futuro nel settore.
Farò il possibile per documentare questo percorso con foto e pensieri, proprio come feci per l’avventura Svedese. A tal proposito do ufficialmente vita al “Diario Agreste”.

Compatibilmente con i miei ideali (o ossessioni e ideologie) ho pervicacemente deciso di raggiungere l’Italia in treno, tant’è che il presente articolo sta prendendo vita sul convoglio veloce Stoccolma-Copenhagen. Scrivo del viaggio nell’articolo successivo.

Bonne chance!

Biglietti Copenhagen-Amburgo via posta