Diario agreste – scritto n.1: Arrivederci Svezia, nuovi inizi

E ci risiamo. L’autore nuovamente in viaggio alla ricerca di risposte.

Questo scrivevo il 13 Agosto 2010:

Cercherò di resistere a Stoccolma almeno tre mesi, confrontandomi con il gelido e buio inverno svedese, con una lingua che è ancora un abisso oscuro, con un mondo del lavoro ignoto. Da solo.

Tre mesi sono diventati otto anni e mezzo, l’inverno l’ho confrontato svariate volte, la lingua bene o male la parlo, il mondo del lavoro l’ho conosciuto. Ed il viaggio l’ho iniziato sì da solo, ma percorso in compagnia.
Quando lasciai l’Italia lo feci nella consapevolezza di non essere dove volessi, chi volessi. La Svezia mi ha dato aiuto nel trovare me stesso, in un percorso costellato di emozioni, successi, scoperte, incontri, fallimenti.

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Diario svedese – scritto n.66: viaggio nel profondo nord

L’autore in viaggio nel profondo nord a bordo dell’Arctic Circle Express. Magia e gelo ai confini della Svezia.

Villaggio di Abisko, Norbotten, Lapponia Svedese. 1300 km a nord di Stoccolma, 250 km a nord del circolo polare artico.
Un paese di poco più di ottanta anime, meta prediletta per ammirare l’aurora boreale.
Viaggio per anni posticipato, decido infine di partire e di farlo via treno notturno, nel rispetto dell’ambiente. Diciassette ore, cuccetta in compartimento da sei.
Sarà un avventura.

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Diario svedese – scritto n.64: come sopravvivere all’inverno svedese

L’autore illustra le strategie per affrontare al meglio il lungo inverno.

Quello che segue è forse lo scritto più lungo del blog. Merito conseguito a buon diritto. Mi accingo infatti a descrivere il più conosciuto e temuto tra i numerosi volti del Nord Europa: il lungo, gelido, buio e poetico inverno svedese. 

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Diario svedese – scritto n.63: gli spazi comuni

L’autore alla scoperta dei locali condivisi.

Gli scandinavi sono ritenuti riservati e schivi, talvolta meno diplomaticamente asociali.  Tale reputazione traspare da diversi miei scritti – di cui uno particolarmente controverso.
Una riservatezza forse data dal clima, dalla cultura, dalla densità abitativa storicamente ridotta. Una dispersione inevitabile data l’estensione del Paese, con oltre 1500 km di lunghezza da nord a sud e una popolazione di dieci milioni di abitanti. Sono tratti che hanno contribuito ad esasperare questa idea di popolo chiuso e serioso, allergico a qualsivoglia condivisione dello spazio personale. La realtà è meno fosca di quanto la si dipinga… Leggi tutto “Diario svedese – scritto n.63: gli spazi comuni”