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Diario Agreste – scritto n.10: ottava tappa, Umbria

Questo scritto è il numero 10 di 10 dell'antologia Diario Agreste

L’autore verso la fine del viaggio WWOOF. Vita di comunità nell’ecovillaggio sul Lago Trasimeno

Ed è infine arrivato Ottobre. Dopo sei mesi di peripezie giungo alla meta finale del mio viaggio wwoof: l’Umbria.

Per l’ultima tappa del viaggio ho scelto una realtà di cui ho spesso sentito parlare. Da molti considerato un Ecovillaggio, viene definito dal suo fondatore Dino “centro di educazione ambientale”. Sto parlando di Panta Rei.

Il centro Panta Rei

Adagiato sulle colline del lago Trasimeno, il luogo colpisce fin da subito per l’armonia con il territorio e la peculiare atmosfera che si respira. Sorto dalle ceneri di una fattoria distrutta da un incendio, Panta Rei è un complesso di edifici costruiti secondo i criteri della bioedilizia. L’edificio principale vanta una grande sala comune con panche e tavoli, munita di grande cucina. É provvista di una stufa pirolitica – rocket stove – e di un grande camino che permettono di scaldarsi nelle umide giornate invernali.

I materiali di costruzione prevalenti sono il legno per la struttura portante e la paglia e il fango come riempitivi per i muri. I pavimenti sono in cotto e pietra. L’impianto termosanitario fa dell’ecocompatibilità il suo forte: il riscaldamento dell’acqua avviene mediante pannelli solari sottovuoto, in aggiunta ad una caldaia a legna che viene accesa d’inverno. Il riscaldamento è a pavimento.
L’acqua potabile viene prelevata da una fonte, mentre gli sciacquoni e le doccie sono alimentati dall’acqua piovana. Le acque grigie e nere vengono recuperate, queste ultime trattate da un sistema di fitodepurazione: i solidi si depositano in una fossa Imhoff, i liquidi scolmano in una prima vasca con piante di canapa per poi defluire in una seconda vasca con canneto. La risultante acqua, pressoché totalmente depurata nelle precedenti vasche dall’azione delle piante, conferisce in un laghetto dedicato all’irrigazione dell’orto sinergico.

Adiacenti alla stanza principale troviamo varie stanze per le attività artistiche, una stanza adibita ad ufficio condiviso, la lavanderia, il locale che ospita gli impianti idraulici ed una palestra che funge anche da stanza per lo yoga.

Gli ambienti sono accessibili tramite un lungo corridoio vetrato con vista lago che sfrutta l’effetto serra per riscaldare i locali passivamente. Una scala al chiuso porta fino ad un’ala distaccata adibita a zona notte: una decina di camerate con letti a castello e soppalchi permette di ospitare fino ad una cinquantina di persone nei periodi di massima affluenza. Panta Rei ospita infatti corsi ed eventi.
Oltre alla struttura principale trovano spazio una falegnameria e due case in paglia e fango.

Nell’edificio centrale è presente una dispensa dove vengono conservate le riserve alimentari. L’orto sinergico e la serra forniscono ottimi quantitativi di verdura, mentre gli alberi presenti nel frutteto e nell’area provvedono a fornire mele, pere, pesche e tanto altro.
Una spirale con piante aromatiche ed erbe spontanee è accessibile a pochi passi dalla cucina.

Vita di comunità

Il mio soggiorno si presenta subito interessante per la natura del luogo: Panta Rei è una sorta di porto di mare – in senso buono. Un punto di passaggio per girovaghi, cantastorie, artisti ed acrobati. Oppure soltanto per chi cerca risposte dalla vita.
Conosco Pier, architetto e abile restauratore, e Viviana, specialista di erbe con una voce da conduttrice radio. Ci sono poi Lorenzo, simpatica figura di Panta Rei e residente stabile, e Mich e Mick, competenti responsabili dell’orto. Marino, giardiniere e gran lavoratore, e Marialuisa, la sua compagna, esperta di economia e legge.
Ospite è anche la bellissima famiglia di Camilla e Fabrizio, con le loro bambine piene di energia: restano qui in attesa di potersi trasferire nella casa che hanno acquistato poco distante. Si unisce poi Patrizio, uno sciamano che ha vissuto nella foresta amazzonica ed è molto bravo a realizzare tamburi.
Anima del centro è Dino, uno dei fondatori e volti storici. Si esprime con pacatezza e assiste con consigli e suggerimenti, mentre racconta vicende ed episodi che hanno fatto la storia di Panta Rei.

C’è inoltre tutto un corredo di viandanti che arrivano, restano qualche settimana e ripartono, come Matteo, anch’egli bresciano, abile suonatore di hang drum. Viaggia per l’Europa in camper in compagnia del suo cane Flip.
Oppure viaggiatori che condividono un pasto con noi e il giorno dopo lasciano la struttura tra abbracci e arrivederci.

Le attività

Proprio come una classica struttura alberghiera Panta Rei necessita di pulizie, riordino, lavaggio delle lenzuola, gestione della cucina, piccole riparazioni. Ci dividiamo i compiti al momento, seguendo un criterio di organizzazione spontanea. Ho modo di partecipare a diverse attività, trascorrendo tempo soprattutto in cucina e in lavanderia. Fungo da assistente a Pier, che con calma e abilità riesce sempre a trovare una soluzione per la cena. Grazie a lui imparo a fare le trecce di pane. Siamo tutti affiatati e collaboriamo in armonia.
Di pomeriggio facciamo attività condivise, giochiamo o chiacchieriamo. Anche dopo cena, prima che si vada a dormire, socializziamo e cantiamo. Nella grande sala, vicino alla stufa, sono presenti svariati strumenti musicali che vengono quotidianamente utilizzati: chitarre, tamburi, campanelli.
Ci scappa la consueta sistemazione di un computer bisognoso di attenzioni.

L’autore si da da fare in cucina

Le sfide

Panta Rei è una realtà particolare, inusuale, come avrete notato. Si basa su ideali nobili, principi come tolleranza e accettazione, collaborazione senza obblighi. Per questa natura così tollerante Panta Rei è aperta a tutti e, come molte società eterogenee, fa sì che i rapporti si rendano interessanti ma talvolta difficili.
Si parte dalle sciocchezze, come le diverse esigenze alimentari, per passare alle abitudini diametralmente opposte. C’è chi è a proprio agio in una nube di fumo da cannabis, chi no. Chi dorme molto, chi meno. Chi lavora di più, chi… prende la vita con calma.
Questa impostazione democratica e decentralizzata porta spontaneità e novità ma anche attriti, rendendo necessari interventi di tamponamento a colpi di diplomazia. Dal punto di vista pratico ci siamo dovuti attivare per le pulizie dei locali e l’organizzazione dei pasti, visto che spesso mancava una presa di iniziativa da parte del gruppo. La comunicazione non è sempre efficiente: è talvolta capitato di ricevere ospiti non annunciati, fattore che ci ha costretti a rimediare pasti extra con breve preavviso.
Nulla di irrisolvibile, è tuttavia una situazione che potrebbe portare le persone allo sfinimento.
Questo “casino” ha anche dato origine ad episodi particolarmente divertenti: ricordo quel giorno in cui qualcuno vide un piccolo topo girare nella dispensa. Patrizio non ci pensò due volte e corse a prendere la mannaia per terminare il roditore. Mani nei capelli, io e Pier che gridavamo “ma che fate???”. Nel frattempo Dino e Patrizio già erano di fronte al frigorifero, scuotendo l’elettrodomestico per spaventare il topo, che si era nel frattempo dato alla fuga chissà dove.
Una volta ripristinata la calma e tornati tutti alle nostre faccende si sentì Fabrizio imprecare di fronte al frigorifero: nell’aprire il portello fece cascare il contenitore con i bianchi d’uovo, da noi conservati per futuri usi, i quali s’erano nel frattempo spostati sul ripiano in seguito all’intervento di Dino e Patrizio.
Come si suol dire: “dovreste raccontare questi episodi in un libro”. Ci limitiamo ad un articolo di blog.

Conclusioni

É giunta l’ora di ripartire. Lascio Panta Rei con il sorriso e un po’ di rammarico per i nuovi amici che ho incontrato e che devo già salutare.
É stata un’esperienza meravigliosa, educativa e ritemprante. In questo luogo ho respirato pace e positività, voglia di fare. Ottimismo. E in un’epoca di grande rabbia e rassegnazione cosa chiedere di più?
So che ci rivedremo a Panta Rei.
Un grazie di cuore, e a presto!

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Nicola “spidernik84”, si è trasferito nel Settembre 2010 a Stoccolma, in Svezia. In questo blog troverete il resoconto della sua avventura in terra scandinava, un lungo viaggio alla ricerca di un impiego e di nuove opportunità, ricco di avventure inconsuete e testimonianza delle sorprese che un trasferimento all’estero presenta. Ad inizio 2019 lascia temporaneamente la Svezia per un periodo sabbatico nel circuito WWOOF.

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