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Diario Agreste – scritto n.9: settima tappa, Puglia

Questo scritto è il numero 9 di 10 dell'antologia Diario Agreste

L’autore nel cuore del Gargano. Mulini, feste patronali e pizza fatta in casa.

Il viaggio verso la Puglia subisce una piccola variazione: Leonardo, il ragazzo che mi ospita, non sarà disponibile il fine settimana in cui arriverò, devo pertanto trovare un alloggio alternativo. Ne approfitto per esplorare il Gargano.

Turismo a Peschici

Essendo nel nord della Puglia decido di trascorrere qualche giorno a Peschici, nota località turistica.
Giunto a San Severo via treno devo attendere il bus di linea. Ho circa un’oretta, in zona non c’è molto da fare, mi limito pertanto a gustare un pranzo vegetariano leggero. Trascorro il resto del tempo in un bar in compagnia di un caffè. Desto la consueta curiosità, accompagnato dal fido (e sempre più sfasciato) cappello in paglia.

Il viaggio dura un paio d’ore, lungo un percorso che permette di apprezzare la macchia mediterranea in tutto il suo splendore: con l’autobus attraversiamo il Tavoliere delle Puglie, ammiriamo la fitta Foresta Umbra e ci arrampichiamo lungo i tornanti della Costiera Adriatica.

Peschici è un piccolo paese, un tempo concentrato sulla pesca. Il centro, costituito da case bianche, è molto caratteristico, fatto di vicoli e scalette in cui è bello perdersi.
Nei pochi giorni di permanenza apprezzo il cibo locale, la calma da fine stagione, il mare calmo e pulito e l’ospitalità dei pugliesi. Mi porto a casa una bottiglia di Lemolivo, un fenomenale liquore tipico del Gargano fatto di limone e olive.
Insomma, una meta consigliata.

L’azienda

Saluto Peschici e prendo il bus di ritorno. A San Severo mi aspetta Leonardo. Poco meno di trent’anni, mi conduce in auto alla sua proprietà, Zilletta di Brancia. Nel cuore del tavoliere, è un’azienda agricola biologica che lui gestisce quasi autonomamente, con il supporto dei genitori.
Mentre le due sorelle e il fratello hanno imboccato vie diverse Leonardo, agronomo, ha scelto la vita di campagna. Ha seguito la passione maturata da piccolo in compagnia del nonno, già contadino e proprietario della tenuta quando ancora in vita.

L’azienda è circondata da bei campi e ha l’anima genuina della fattoria: faraone, anatre, cani, caprette, galline, un gallo, tre maiali e ben due vitelle completano il quadro bucolico.
Le coltivazioni sono varie, con prevalenza di grani antichi, ottimi per produrre farine e pasta. Un bell’orto completa il quadro.

Il mulino

La produzione di grani antichi ha spinto Leonardo ad investire nell’acquisto di un mulino industriale. Mi racconta di aver svolto diverse ricerche su internet a caccia del mulino perfetto; volendo evitare l’aspetto asettico delle macchine industriali, tutte in acciaio, ha infine optato per un mulino di produzione austriaca in legno e con macine in pietra.

I clienti arrivano numerosi e il mulino viene acceso spesso. Il grosso motore emette un suono da film di fantascienza. Lo ribattezzo “motore a curvatura” (guardatevi il video qui sotto).
Osservo Leonardo mentre opera sulla macchina con maestria: una volta caricato il grano nella tramoggia e avviato il motore si avvicina alle due grosse macine. Tendendo l’orecchio, regola con finezza la distanza tra le due così da avere una resa perfetta. “Se le lasci distanti butti un sacco di grano, se le avvicini troppo rovini il macinato o, peggio, consumi le macine!”.

L’operazione fa sì che nell’aria si diffonda un inebriante profumo di farina appena macinata, quel tipico aroma che si sente nelle panetterie artigianali.
Aiuto Leonardo ad insacchettare il prodotto e nel frattempo mi illustra le operazioni: “mettiamo il grano qui nel contenitore e la coclea carica tutto nella tramoggia. Poi il mulino macina e il macinato viene trasferito dall’aspiratore nella setacciatrice, che separa il macinato in diversi sacchi. La crusca esce alla fine.”. Continua poi con gli altri strumenti: “qui c’è l’insacchettatrice elettrica, non la uso molto, oggi facciamo a mano”. Impugna poi una sorta di pistola elettrica, su di essa campeggia un rocchetto di filo bianco: “questa invece lega i sacchi”, la accende e magicamente cuce i grossi sacchi di farina con una trama perfetta.

Registrazione del rumore di avvio del mulino

Gli amici

Nei giorni che seguono siamo spesso nella vicina cittadina di San Giovanni Rotondo, paese natio di Padre Pio. É uno dei centri abitati più grandi della zona, dove Leonardo ha famiglia e amici.
Leo mi introduce nella sua cerchia di amici e trascorriamo piacevoli serate partecipando alle famose feste patronali del sud: tantissime persone, musica, fuochi, banchetti con mandorle tostate e tanto altro. Apprezzo anche in Puglia la leggendaria accoglienza del sud. Sono ragazzi e ragazze molto gentili e socievoli, ed in un’occasione organizziamo una pizzata in azienda: un amico di Leo, panettiere, ha preparato le pizze con la farina prodotta qui a Zilletta di Brancia. Tutti insieme le stendiamo e farciamo, per poi cuocerle insieme nel forno a legna di cui è dotata l’abitazione. La pizza è accompagnata da un buon rosso pugliese, il Nero di Troia.

Il lavoro in campo

Una sera si sale in paese per accogliere due wwoofer tedeschi, Mariusz e Paul. Lavoreranno con noi per una settimana.
Con loro ci si occupa in particolare del mais: per un paio di giorni raccogliamo le pannocchie. Il campo è troppo piccolo per giustificare la mietitura a macchina, ci dividiamo così il lavoro procedendo fianco a fianco nella raccolta a mano.
Scarichiamo il carro con le pannocchie sul pavimento in cemento dell’aia e iniziamo il lavoro di separazione della paglia dalla pannocchia. Questo è necessario in preparazione della successiva sgranatura. É un lavoro che mi occupa fino a quando lascio l’azienda, in quanto Mariusz e Paul restano giusto qualche giornata.

Durante la permanenza ho un piccolo imprevisto: i vecchi pantaloni da lavoro si sono aperti, le cuciture hanno ceduto, e c’è un buco tra le gambe che è sempre più grande. La famiglia di Leo mi assiste prontamente, fornendomi dei pantaloni di ricambio e consegnando i miei alla nonna. Mi vengono restituiti il giorno dopo come nuovi, cuciti alla perfezione a macchina.
Spesso rifletto sui profondi cambiamenti della società moderna: non solo siamo sempre più specializzati su compiti e abilità singole, ma le merci sono sempre meno resistenti, meno riparabili e più economiche! Trovare persone che sappiano effettuare riparazioni di questo tipo è oggi raro, e le mercerie con esse. Tuttavia non dispero e credo fermamente in un ritorno almeno parziale alla manualità!

Ho modo di osservare Leonardo mentre lavora la terra e accudisce gli animali. Il lavoro è stancante ma vedo in lui una sincera gioia. Ogni giorno libera le vitelle, per poi riportarle nella stalla la sera. Lo fa con orgoglio e passione, le osserva camminare docili e le accarezza con gentilezza, parla loro. Fa tutto questo con un genuino sorriso sul volto. Da conforto vedere un ragazzo così giovane appassionarsi all’agricoltura.

Gli chiedo quali siano gli aspetti che meno apprezza della vita contadina. Pochi, in realtà: “Il lavoro d’ufficio” – scherza – “non amo stare a gestire le carte, la burocrazia, stare seduto ad una scrivania. Io mi devo sporcare le mani!”.

In questo video osserviamo uno svecciatoio d’epoca all’opera. Questa particolare macchina separa i semi delle diverse piante mediante un sofisticato sistema di tamburi e setacciatori. Separa inoltre la paglia tramite un soffiatore.

I saluti

Ed è con questa bellissima impressione che lascio Leonardo e la sua famiglia. Ci abbracciamo, mi ringrazia per tutto l’aiuto e mi definisce “bravo lavoratore”. Ricambio l’affetto e il complimento. E anche a questo giro l’orgoglio bresciano è tenuto alto!

A presto.

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Nicola “spidernik84”, si è trasferito nel Settembre 2010 a Stoccolma, in Svezia. In questo blog troverete il resoconto della sua avventura in terra scandinava, un lungo viaggio alla ricerca di un impiego e di nuove opportunità, ricco di avventure inconsuete e testimonianza delle sorprese che un trasferimento all’estero presenta. Ad inizio 2019 lascia temporaneamente la Svezia per un periodo sabbatico nel circuito WWOOF.

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