Diario svedese – scritto n.53: lavoro e vita estiva

Resoconto di un’estate ormai trascorsa. Traguardi inaspettati sul lavoro.

Ho ricevuto diversi messaggi tra l’ansioso, il curioso e il colmo d’apprensione in merito al mio prolungato silenzio. Qualcuno mi credeva defunto mentre altri, meno premurosamente, ipotizzavano stessi spendendo il mio tempo tra feste, peccati e lussuria. No.

Nessuna delle due opzioni: assai meno cinematograficamente, gli impegni lavorativi sono cresciuti a dismisura e il poco tempo libero sto tentando di trascorrerlo “là fuori”. Come è noto, l’estate alle alte latitudini ha durata effimera.
Pur breve, la stagione si è comunque dimostrata gradevole. Un meritato premio dopo l’eterno inverno.
Tolto un paio di giorni con temperature quasi tropicali (35 °C), in questi mesi il termometro oscillava attorno ai 25 °C parecchio ventilati. Qualche acquazzone e giusto una timida grandinata hanno scongiurato la monotonia. Stoccolma in estate si trasforma: l’umore degli svedesi trae un reale beneficio dalla maggior presenza di sole e la capitale è più viva. I festival musicali si concentrano in questi pochi mesi di festa, e gli eventi “speciali” non mancano. Nella galleria fotografica trovate alcune fotografie dei famosi ritrovi “raggare”, resi topici dalla presenza di personaggi curiosi ed auto americane a profusione.
Parlando di eventi particolari: in queste due settimane si sta svolgendo il gay pride, manifestazione parecchio apprezzata a Stoccolma, che ricordo essere la capitale gay d’Europa. Giusto a beneficio dei lettori…

Riguardo l’aspetto professionale: il lavoro impegna sempre più, fortunatamente le soddisfazioni non mancano. L’affiatamento della squadra cresce di giorno in giorno e i lavori si fanno interessanti. Mi sono concentrato per un mese su di un progetto che consisteva nella migrazione della rete interna su apparati Cisco. Con gran gioia, e non senza preoccupazioni, il lavoro è andato a meraviglia. Si attendono riscontri.
Tra i tanti piacevoli diversivi offerti dall’azienda vi è stato un paio di grigliate all’aperto (in orario extra-lavorativo, chiaramente). La partecipazione è stata notevole con circa una cinquantina di persone tra figli, mogli, amici e così via. Oltre a qualche foto dell’evento, ho finalmente trovato il tempo di immortalare l’ufficio approfittando dell’esodo estivo dei colleghi.

Giusto un giudizio sommario sul lavoro, a quasi cinque mesi dal mio ingaggio: non posso che confermare nuovamente la piena soddisfazione sia per quanto riguarda il rapporto con i colleghi e con il mio capo, sia per quanto concerne l’approccio al lavoro di cui sono testimone e protagonista. I metodi, i ritmi e la possibilità di crescita professionale che quest’azienda mi sta permettendo di apprezzare sono un dono di cui sto facendo grande tesoro. Le riflessioni e i confronti con i ritmi italiani sono ovvi, ritengo tuttavia saggio evitare qualsiasi esternazione su uno spazio pubblico come un blog.
Ora resta solo da farsi assumere…