Diario svedese – scritto n.60: il lavoro in Svezia – due anni dopo

Osservazioni sul mondo del lavoro in Svezia a poco meno di due anni dall’assunzione.

Sono trascorsi ormai più di ventiquattro mesi da quel lontano quindici Settembre 2010 che mi vide incamminarmi, spinto dalla speranza e verso l’ignoto, lungo una strada di cui non vedevo la fine. Partii, romanticamente, più per il piacere del viaggio che per il raggiungimento della meta. Flebile il ricordo dei sentimenti provati. Ne ho una vaga idea, di certo dovevo essere molto motivato. E arrabbiato. Un po’ deluso, certamente.

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Diario svedese – scritto n.59: gli stoccolmesi e l’educazione

Studi antropologici in terra di Svezia

Durante questi due anni di soggiorno a Stoccolma mi sono spesso interrogato in merito alle abitudini comportamentali dei nativi.

Uno degli aspetti più evidenti degli stoccolmesi è il distacco che tendono a mostrare nelle relazioni interpersonali, particolarmente evidente nel caso non vi siano rapporti di forte amicizia. Il distacco arriva a livelli tali da essere talora interpretato come maleducazione. Non sempre lo è.
Questo ermetismo,  definito dai popoli latini “freddezza”, merita infatti un approfondimento. Il miglior modo per accettare – o quantomeno tollerare – un fenomeno è infatti dedicarvi del tempo per capirne l’origine e l’essenza.

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Diario svedese – scritto n.53: lavoro e vita estiva

Resoconto di un’estate ormai trascorsa. Traguardi inaspettati sul lavoro.

Ho ricevuto diversi messaggi tra l’ansioso, il curioso e il colmo d’apprensione in merito al mio prolungato silenzio. Qualcuno mi credeva defunto mentre altri, meno premurosamente, ipotizzavano stessi spendendo il mio tempo tra feste, peccati e lussuria. No.

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Diario svedese – scritto n.52: server e pasticcini

L’autore e la socialità in azienda. Hardware e pasticcini.

I giorni trascorrono tranquilli a Stoccolma e comincio ad adattarmi ai nuovi ritmi. Nel post precedente scrivevo del clima sempre più primaverile, caratterizzato da giornate soleggiate e temperature miti.
Nelle ultime due settimane la primavera ha mostrato qualche tentennamento; in particolare ho provato il piacere dei primi acquazzoni svedesi, conditi con una manciata di grandinate casuali ed improvvise, il tutto con quel pizzico di vento gelido che fa sempre bene (nonostante il mio sistema immunitario non presenti particolari debolezze, il raffreddore e il mal di gola non li ho potuti evitare).

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Diario Svedese – scritto n.50: di primavere, uccelli e sfratti

Ritorno ad un clima umano. Miserabili volatili. Alla ricerca di una nuova dimora. Gradite visite.

Torno a scrivere dopo un periodo decisamente denso di avvenimenti. Giusto per disambiguare: a dispetto del titolo non ho mutato i miei gusti e non sto scrivendo da sotto un ponte.
La primavera, pur a fatica, si sta finalmente palesando dopo sei mesi di interminabile gelo: gli alberi sono in fiore, le temperature stanno salendo e le giornate si stanno visibilmente allungando. Il sole scaccia l’oscurità fin dalle prime ore del mattino (albeggia più o meno alle 5.00) e se ne torna a dormire dopo le 21.00. Nonostante le tende scure fatico a non svegliarmi con i primi raggi del sole, situazione che mi ha invogliato ad acquistare una mascherina in cotone per gli occhi. Risultato insoddisfacente. Leggi tutto “Diario Svedese – scritto n.50: di primavere, uccelli e sfratti”