L’Italia vista dal mondo…

it.png Vi segnalo l’articolo comparso il giorno di Santa Lucia sul New York Times.
Il giornalista Ian Fisher traccia un quadro piuttosto allarmante della situazione del Belpaese: scarsa competività industriale, pessimismo e arrendevolezza diffusi, vecchiaia mentale e fisiologica, arretratezza. Notizie di certo non freschissime per noi, no?
L’autore dipinge un ritratto dai colori foschi, prendendo in esame la genesi del fenomeno Grillo, il crescere del malcontento e le possibili ma difficili soluzioni ad una situazione che si protrae da tempo, i cui segnali furono già annunciati anni orsono.
Luci e ombre di una nazione che anziché lottare per un nuovo rinascimento va verso l’implosione, affossata dallo scoramento dei suoi abitanti ed apparentemente incapace (e mi verrebbe da dire indegna) di portare con onore l’eredità lasciatale dai nomi che tanto l’hanno resa grande.
L’articolo si chiude con una frase pronunciata da Beppe Severnigni, a “summa” delle riflessioni di Fisher:

We Italians have our destiny in our hands more than ever before

>>> qui L’articolo, quattro lunghe pagine la cui lettura è altamente consigliata.

Lungi da me il voler gettare nello sconforto una nazione il cui morale è già al minimo storico; riporto l’articolo mosso esclusivamente dalla profonda amarezza che provo ad ogni lettura di questo tipo, tanto è forte l’amore che provo per il mio Paese.
Egoisticamente potrei pensare all’emigrazione, un posto all’estero si trova. E’ una scelta che mai intraprenderei…come per il capitano che codardamente abbandona la propria nave, incapace di godere appieno della propria salvezza tanto opprimente è il rimorso, sì crudele lo spettacolo che egli ha dinnanzi agli occhi mentre s’allontana dalla sua creatura, lentamente inghiottita dagli abissi.

  • Rose

    per la serie ‘a volte tornano’.. ARIECCHIME

  • Pedro

    Guarda, sono convinto che l’italia sia ormai il posto adatto solo per fare le vacanze.

    Mi piace il paragone della nave che affonda. Ma noi non siamo i capitani ma siamo il povero equipaggio. Il capitano ha la cabina di lusso impermeabile e riscaldata, probabilmente vuota.