Governo e leggi contro la libertà

bavaglio.jpgit.png Comincio seriamente a pensare che al peggio non ci sia mai fine.
E’ di qualche giorno fa una notizia che ha scosso le fondamenta della blogosfera italiana: il Consiglio dei Ministri ha approvato lo scorso 12 ottobre un disegno di legge atto a limitare pesantemente la libertà di espressione su internet.
In breve: in caso di approvazione definitiva della legge ogni blogger o proprietario di un sito internet personale, qualsiasi siano i suoi contenuti e la sua destinazione editoriale, dovrebbe sottostare all’obbligo di inserire la propria creazione nel ROC, il Registro degli Operatori di Comunicazione. Ne conseguirebbe un tortuosissimo iter fatto di lungaggini burocratiche, severi controlli e costi non indifferenti. Non a caso la legge è stata ribattezzata “internet tax”.

Il governo giustifica tale assurdo provvedimento come forma di “tutela contro la diffamazione”; personalmente fatico a non vederci del marcio, anche questa volta: sarò petulante e ripetitivo, ma sembrerebbe proprio una legge ad-hoc mirata non solo al classico furto di denaro a spese del cittadino, ma anche ad imbavagliare qualche blogger scomodo piuttosto in vista, di cui si è recentemente parlato…

Leggetevi l’articolo di Punto Informatico, sintetico e chiaro. Un’occhiata meritano anche i commenti, molti forniscono buoni spunti di riflessione.

Inutile puntualizzare lo schifo e lo sdegno che provo in questo momento, ma questo ormai è uno status costante, quando si parla di un governo vecchio, miope, avido e inefficiente come quello che ci ritroviamo da anni ed anni, qualsiasi sia la legislatura.