Diario svedese – scritto n.22: la lavatrice

L’autore e il primo contatto con La Lavatrice.

L'attrezzatissima lavanderia

Scendo nell’attrezzatissima lavanderia portandomi appresso la borsa con i panni sporchi. E’ un gran giorno: alla tenera età di ventisei anni avrò il mio primo contatto con una lavatrice.

Spendo dieci minuti a studiarmi i vari programmi in compagnia del fidato dizionario. Procedo alla cauta dosatura del detersivo e seleziono il programma. In via precauzionale, opto per un lavaggio delicato a 40°C.
Le lavatrici sono due, una piccola ed una più grande. Intimorito dall’apparecchio grande, completamente digitale, ripiego su quello da pochi chili.
Premo il pulsante di avvio ed attendo seduto di fronte all’oblò. Inizialmente allarmato dal mancato arrivo dell’acqua nel cestello, scopro che la lavatrice è ancora in fase di “valutazione” del carico. Dopo un paio di minuti, ormai consumato dalla preoccupazione di danneggiare una lavatrice non mia al primo utilizzo, noto con sollievo l’acqua scendere.
Dopo quaranta minuti circa il lavaggio è concluso. Controllo accuratamente i panni umidi: colori ok, nessuna anomalia. Sorrido soddisfatto.
Fase B: è il momento di collaudare l’asciugatrice.
Approssimativamente simile ad una lavatrice, il “Wascator” ha un tamburo enorme ed una grande manopola bianca per selezionare i programmi. Titubante, imposto il programma normale e pigio il grosso tasto rosso. Con un forte rumore metallico, il gigantesco apparecchio si avvia sommessamente. All’interno dell’oblò, osservo i miei panni roteare mentre vengono soffiati da un getto d’aria ad alta temperatura. Tra me e me penso: un affare del genere deve consumare parecchio!
Torno in lavanderia dopo quaranta minuti circa. Il ciclo di asciugatura è concluso: estraggo i panni ancora caldi, sono effettivamente asciutti. Missione compiuta.
Responsabilmente pulisco il filtro dell’asciugatrice come richiesto dal biglietto affisso. Prima di uscire osservo la lavanderia pensieroso: perché in Svezia condividono saggiamente gli elettrodomestici di uso comune, comprandone pochi ma professionali, e da noi ognuno deve avere la propria lavatrice?
Ritorno in appartamento e mi bollisco alcune patate, il contorno al mio uovo al tegamino. Nell’attesa provvedo ad isolare i due spazi nella guarnizione della finestra della cucina: uno dei doppi vetri manca e si sente distintamente un forte spiffero d’aria fredda. Sono in attesa che Anders provveda a risolvere, ma ho poca fiducia.
Prima di dormire controllo le offerte di lavoro. Il mercato dell’IT è sempre attivo, ma non per me: ogni giorno si aprono cinque o sei posizioni lavorative, ma lo svedese è sempre un requisito fondamentale.
Decido di puntare al ribasso, provando ad inviare il mio cv ad un’azienda che cerca tecnici da inserire nel proprio help-desk. Inizialmente qualsiasi occupazione può essere vantaggiosa. Mano a mano che entrerò nel sistema cercherò una mansione più specifica.
Mi sdraio nel letto e dormo sereno, soddisfatto di aver concluso con successo la temuta operazione lavatrice. Prossima fase: la stiratura.
  • Mary

    Prima esperienza con lavatrice/asciugatrice..è andata alla grande!
    Direi che ora ti manca il lavaggio di capi in lana…attenzione al restringimento 😉

  • Ivy

    Sono fresca fresca di uno di quei lavaggi di cui parli … Ho lavato due piumini singoli al costo di euro 6,50 l’uno più euro 3 per l’asciugatura , vantaggioso confronto ad un qualsiasi lavasecco senza dubbio .
    Però temo sia poco conveniente nel caso di una famiglia … Ecco una delle buone ragioni per cui da noi è meglio avere la propria lavatrice . 😀

    Comunque complimenti per la buona riuscita del tuo primo bucato …
    Benvenuto nel club delle Cenerentole !!!! 😀

    Ciao … 😉

    • spidernik84

      Ciao Ivana, il costo delle lavatrici e delle asciugatrici è incluso nel prezzo dell’appartamento!
      Qui funziona in questo modo: gli appartamenti vengono gestiti dalle “cooperative”, ovvero gruppi di proprietari che condividono le spese comuni e gestiscono un fondo per migliorare tutto l’abitato. La lavanderia è uno dei servizi in comune con gli altri membri della cooperativa.
      In questo modo si comprano lavatrici professionali e si pagano meno spese individuali di manutenzione e ricambio delle macchine.
      E’ così anche per il riscaldamento, l’elettricità, il riciclo, etc…

      • Ivy

        Caspita … Allora non centra proprio nulla con il mio esempio … 😀

        Avevi già accennato di questa cosa , forse alla prima visita da Santo e non avevo mica capito che ovunque è gestito cosi’.
        Decisamente conveniente .
        Certo che se provo ad immaginare una ”convivenza” così qui nel nostro paese non sarebbe cosi rosea la situazione !
        Sai bene a cosa mi riferisco ( alla gente ) non tutta ovvio .
        Peccato perchè mi piace molto l’andamento , porterebbe all’utilizzo di più risorse con un notevole risparmio . 🙂

        • spidernik84

          Infatti, il principale problema sarebbe quello. Si cercherebbe subito un modo per approfittare. Già mi immagino gente che allestisce lavanderie abusive e intasca i soldi utilizzando le macchine del condominio, o via così.

          • Santo

            Nei vecchi condomini la gestione lavatrice è affidata ad un foglietto affisso al muro.
            Nei nuovi complessi, dall’85 circa, è tutto elettronico.
            Ogni famiglia ha a disposizione 6 utilizzi di lavatrici.
            Il controllo, prenotazione, apertura porte etc etc è gestito elettronicamente, non si può barare.
            Come ha notato Nicola, nella sua lavanderia i condomini lasciano detersivo e ammorbidente, nessuno si sogna di usare quello di un altro, c’è la massima fiducia.
            Così negli anni si ottengono risparmi, che si tramutano in benefici della cooperativa.
            Per esempio non ci sono sorprese di aumenti del canone.
            So per certo che negli ultimi 5 anni il canone è rimasto uguale in molte cooperative, anzi qualcuna ha avuto utili da reinvestire.
            In Italia ogni anno, anzi due volte all’anno ci sono aumenti di spese per riscaldamento e elettricità.
            Almeno da questo lato la Svezia è più omogenea.
            Ciao

            Santo

  • lorenzo

    si risparmia il costo di acquisto della lavatrice, ma secondo me è un fastidio dover prenotare la lavatrice e non farla quando si ha voglia o necessità magari all’ultimo o all’improvviso

    • Santo

      Se hai bisogno puoi anche andare in lavanderia e se non è occupata fai le tua lavata immediatamente
      In Svezia non si improvvisa, si programma la vita o l’anno.
      Io ho prenotato un volo per il 41.5 Che poi sarebbe il 15 Ottobre.
      Sì, qui si usa molto pianificare usando il nr della settimana
      E se per strada fermi uno svedese e chiedi a cosa corrisponde il 41.5 ti dirà esattamente venerdì 15 Ottobre.
      Sui calendari ci sono i numeri che contraddistinguono le settimane 🙂

      • spidernik84

        Ah bene, solo quella mi mancava… prossimo passo: cambiare l’alfabeto latino con quello cirillico! 😀

    • Non è un gran fastidio, si tratta solo di organizzarsi. E ti dirò di più, ti serve anche meno roba rispetto all’Italia, perchè grazie all’asciugatrice la roba è pronta immediatamente e non devi aspettare che si asciughi come in italia.
      E per le emergenze puoi sempre andare la sera tardi (chè è sempre libera), oppure fare un salto al volo e vedere se c’è posto.

  • Michele

    Ho letto d’un fiato la tua ultima settimana trascorsa lì a Stoccolma. Tieni duro, i miei più sentiti “in bocca al lupo”. Grande Nicola.

    • spidernik84

      😀 Grazie, crepi il lupo!