Diario svedese – scritto n.5: alla scoperta della vita d’appartamento

L’incontro con Santo. Osservazioni veloci e ammirate sulla vita d’appartamento.

Ieri pomeriggio è avvenuto il primo incontro con un italiano residente a Stoccolma.
Santo, originario di Rimini ma trasferitosi in Svezia senza troppi rimpianti, si dimostra gentilissimo e ospitale come pochi altri. Accoglie me e Simona nel suo appartamento di Bromma, ridente e tranquillo quartiere nord-occidentale della capitale.

La piacevole visita guidata ha inizio al locale supermercato ICA. Santo ci illustra i vari reparti e ci elenca le differenze principali con i supermercati italiani, sottolineando la grande varietà di prodotti presenti sugli scaffali, compresi quelli nostrani. Ci assicura che i prodotti locali non hanno nulla da invidiare a quelli della Penisola. Con un certo scetticismo annuisco, lasciando che sia il tempo a dare maggiori risposte in merito.

La visita prosegue nel suo appartamento, dove ci viene illustrato il concetto di “cooperativa”: tutti i servizi principali sono gestiti tramite un fondo comune, il quale comprende le spese energetiche e di condominio. Le spese sono concordate di anno in anno e non è affatto detto che aumentino. Quando il fondo comune non viene esaurito, i soldi vengono reinvestiti in lavori di ampliamento degli appartamenti o in ammodernamenti vari, il tutto notificando i membri della cooperativa secondo il consueto criterio della trasparenza svedese.
L’impianto di riscaldamento è centralizzato e sempre funzionante. Dopo averci gentilmente offerto il pranzo, la nostra guida ci invita ad osservare i tre tubi all’interno del bagno: acqua fredda, calda e calda di ricircolo. L’acqua calda scorre infatti continuamente nel tubo, così da garantire a tutti i condòmini la possibilità di avere acqua calda immediatamente a prescindere dall’orario. Il tubo, prima di sparire nel muro, si congiunge ad uno scalda-salviette che si mantiene sempre in temperatura.

Santo ci guida quindi nel centro di riciclo, presente in ogni cooperativa. Oltre ai classici cassonetti della raccolta differenziata, è possibile tramite un’apposita chiave elettronica accedere ad un piccolo deposito coperto dove sono raccolti vari oggetti elettronici usati, inclusi elettrodomestici funzionanti. Nessuno si fa problemi a recuperare qualcosa di riutilizzabile, in quanto i concetti di riciclo e riuso non sono sinonimo di povertà e bassezza sociale, ma di intelligenza e senso pratico.

La visita continua con la lavanderia: tramite un pannello digitale, attivabile sempre mediante la chiave elettronica, è possibile prenotare una lavatrice ed una asciugatrice tra le numerose disponibili, il tutto per un lasso di tempo variabile in base alla necessità. Il pannello mostra la disponibilità delle macchine, le quali lavorano indisturbate in una stanza accessibile solo a chi le ha prenotate.
Prima di uscire, notiamo un annuncio nel quale uno dei condòmini avvisa i vicini dei possibili rumori dovuti ad alcuni lavori di manutenzione programmata nel suo appartamento. Una cortesia da noi poco diffusa. Qui, si fa.
“E’ l’insieme di queste piccole cose che è straordinario”, osserva Santo. Non posso che dargli ragione.

Rientrati in appartamento, noto il router che fornisce la connettività internet. Ci viene spiegato che la maggior parte degli appartamenti è connessa alla rete mediante fibra ottica, la quale garantisce 100 megabit di banda. Cento-fottuti-megabit di banda via fibra, in casa. Ripensandoci, ammutolisco e concludo il messaggio in estasi mistica.