Diario svedese – scritto n.24: tegole

L’autore alle prese con il primo, grosso problema.

Dopo pranzo mi reco con Santo a Bagarmossen, zona meridionale della Capitale. Ho appuntamento con Georgios per il ritiro del mio nuovo acquisto.
Arriviamo puntuali alle 14.00 circa all’abitazione, saliamo le scale dello stabile popolare fino al secondo piano. Camminiamo per una ventina di metri lungo il balcone, sul quale si affacciano le porte di legno dei singoli appartamenti, come nei motel hollywoodiani.

Suoniamo il campanello dell’ultima porta. Dopo qualche istante ci accoglie sull’uscio Georgios. Cicciottello, capelli cortissimi e carnagione mediterranea, è di origine greca. All’interno dell’appartamento vi è componentistica elettronica di ogni tipo. Sul pavimento, insieme ad una usurata cyclette, giacciono vari pc e scatoloni di cartone. Sulla scrivania riposano dischi fissi deceduti, carte varie, portatili e altra attrezzatura mista. Sul gigantesco schermo da venti pollici si animano i grafici di vari titoli azionari. Georgios, programmatore, tra una linea di codice e l’altra ama giocare in borsa.

Appesa alla parete destra fa bella mostra di sè un’immensa bandiera greca di tre metri per tre, a ricordare le origini Elleniche del programmatore. Sul tavolo siede il mio acquisto: un portatile Dell D630 usato, destinato ad affiancare il mio povero netbook, dalla potenza insufficiente ad eseguire qualsiasi software ed emulatore. L’acquisto si è reso purtroppo necessario, così da permettermi di sfruttare al meglio il tempo libero a disposizione per esercitarmi con laboratori e altro materiale di studio.

Consegno a Georgios la cifra pattuita e lo saluto con una stretta di mano. Mi augura un in bocca al lupo per il lavoro, suggerendomi di contattare l’Arbetsförmedlingen – l’ufficio di collocamento – per un lavoro nel campo dell’IT.

Santo ed io facciamo ritorno in centro, dove ci dividiamo. Mi dirigo al Best Hostel City in Tunnelgatan per ritirare un importante pacco: la busta che contiene il mio personnummer, arrivata oggi all’ostello.

Faccio il mio ingresso nell’edificio e alla reception mi danno la tanto sospirata busta. E’ un momento epico! Saluto e mi dirigo verso casa, felice di possedere il mio primo documento Svedese.

Apro il pacco e osservo il numero, che finisce con quattro zeri. “Strano”, penso tra me e me. La probabilità di avere la parte finale di quattro zeri è… 1 su 9999! A corredo vi sono tre pagine in svedese, che non comprendo. Decido di decifrare il contenuto a casa, non avendo con me il dizionario.
Nel frattempo, un dubbio si insinua in me. “E se…”. Scaccio testè il pensiero e mi infilo nella T-Bana.

Quindici minuti dopo sono a casa. Prendo a spallate la porta, come al solito, per sbloccare la serratura capricciosa. Deposito la giacca, tolgo le scarpe come si conviene ad un vero Svedese, mi preparo un caffè e mi siedo a tradurre.

Dopo le prime parole, realizzo nella sua interezza l’entità della tragedia: “la vostra richiesta è stata respinta in quanto…”. Il presentimento era dunque motivato: la richiesta del personnummer è stata respinta dallo Skatteverket poiché non soddisfo almeno uno dei seguenti requisiti:

1. ho un lavoro
2. troverò un lavoro a breve
3. sono studente

Inizialmente scoraggiato, mi sfogo sulla cappa di aspirazione, che non si è mai decisa a funzionare da quando sto nell’appartamento di Anders. Inaspettatamente, il mio odio porta ad un gradito esito: la cappa ha ripreso a funzionare!
Sono senza lavoro, in un appartamento che mi costa un rene, fuori comincia a fare un freddo cane, ma ora posso cucinare senza contaminare l’intero appartamento! Sì, questo è il concetto di “positività”. Prendete nota.

Ora, se permettete, torno alle mie faccende. Uh, dove ho lasciato il calendario? Ah, eccolo! Dov’ero rimasto? Lettera F, sì…
San Faustino, %&!x%!!
San Filippo, x”!”!$%!