Diario svedese – scritto n.8: nuovo ostello. Ricomincia la ricerca

Trasferimento nel nuovo ostello. L’autore nuovamente alla ricerca di un appartamento.

Scrivo dal 2Kronor di Gamla Stan, da una camerata da sei letti infelicemente ricavata da una stanza di 4×4 metri, senza aerazione. Unico inquilino della camerata fino a poco fa, sono ora in compagnia di Aziz, come avrete intuito nordafricano. E’ insegnante SFI e si stupisce anch’egli delle esigue dimensioni della stanza, tra una tirata su con il naso e l’altra. Sublime.

I servizi sono parimenti essenziali: due bagni per ventiquattro persone, cinque docce, una hall da quattro tavoli e nulla più. Proprio nella misera cucina, larga forse quanto due sgabuzzini, mi cucino la pasta dopo il check in delle 15. Noto dopo almeno venti minuti che lo staff consiglia di aprire le finestre per evitare che i sensori anti-incendio si attivino, pena una multa di 1500 euro. Mi lancio sulla maniglia ed evito la tragedia.

Un po’ ovunque si vedono etichette in inglese e svedese che invitano gli ospiti a rispettare le regole base della pacifica convivenza.
Nelle camere, si richiede di evitare l’abuso di deodoranti e spray in genere, in quanto i sensori anti-incendio sembrano essere particolarmente permalosi anche nei confronti dei deodoranti. In camere miste da sei, limitare l’uso dei deodoranti. Di bene in meglio!

Nel pomeriggio incontro nella hall uno studente svedese e discuto con lui sull’esito delle elezioni. E’ preoccupato: il partito di estrema destra SD ha ottenuto per la prima volta un posto al governo, e lui e i suoi amici di sinistra sono preoccupati. Il partito è xenofobo e anti-islam, e fortemente nazionalista. Tra me e me penso: “Bene, finito il tempo in cui gli occhi e i capelli castani erano un vantaggio” :D.

Successivamene, in tarda serata, Skarpnäck: con fare gentile e disponibile, la ragazza mi descrive al telefono posizione e caratteristiche dell’appartamento. Tutto ok fino a quando non mi vengono richiesti “referenze”, “lavoro”, “passaporto” e così via. In Svezia la referenza è sacra: se non hai conoscenze note e un lavoro, non sei nessuno. Non si tratta di “raccomandazioni” in senso italiano, ma di una forma di garanzia.
Sta di fatto che senza questa fantomatica garanzia mi sono giocato l’appartamento. La ricerca continua.