Diario Svedese – Scritto n.7: primi spiragli di luce nella tenebra

Sofferti saluti. L’incontro con Rosanna. Prime tenui speranze di trovare un appartamento.

Oggi è un giorno triste: Simona è tornata a casa e sento già la sua mancanza. Sono felice di poterla vedere e sentire tramite i mezzi di comunicazione che la tecnologia offre, seppur con i suoi limiti. E’ una magra consolazione ma sono felice, so che ci rivedremo presto.

Nel pomeriggio ho incontrato Rosanna, con la quale condivido oltre all’età la disperata situazione dell’eterno nomade tra gli ostelli della capitale svedese. Originaria di Cuneo, Rosanna si è trasferita nella ridente Svezia per sei mesi di Erasmus al Karolinska Institutet, catapultata come me nel marasma cittadino alla ricerca della dimora fissa, in fuga da un’Italia che proprio non ci vuole.
Discutiamo piacevolmente ad un tavolo di un caffè in Sveavägen, poco distante dalla biblioteca, al calore di un caffè americano gentilmente offerto da lei (sì, sì, che figura lo so già… 🙂 ).
Sono costretto a scusarmi per gli occhi lucidi ma il distacco da Simona mi ha lasciato piuttosto rattristato. Da brava ragazza fidanzata e nella stessa situazione comprende appieno.

L’argomento principe non può che essere la ricerca dell’alloggio, vero tabù per gli aspiranti immigrati: entrambi ci siamo scontrati contro invalicabili muri di gomma, scrivendo e-mail senza mai ricevere risposta e sondando le decine di siti e bacheche di annunci senza alcun successo. Fino a questa sera.

Poco fa ho ricevuto una risposta da una certa Erika: ho un appuntamento domani sul tardo pomeriggio per visionare direttamente l’appartamento, situato a Skarpnäck, a sud della città. Vediamo come va.

Domattina lascerò l’ostello Fridhemsplan per il 2Kronor, nel quale pernotterò fino a venerdì. Dopo, sarò di nuovo sulla strada. Spero di avere un appartamento in tempo.