Diario svedese – scritto n.38: Networking

Considerazioni sui vantaggi dell’avere i “giusti contatti”. Passi avanti con la lingua svedese.

La settimana appena trascorsa è stata densa di eventi e mi ha aiutato a comprendere alcuni aspetti chiave riguardanti il mondo del lavoro svedese.
Dopo tre mesi di puro nulla mi sono posto alcuni dubbi in merito alla bontà del mio CV e della mia lettera di presentazione. Grazie all’aiuto ricevuto sul sito “The Local” ho completamente rivisto i due documenti, adeguandoli agli standard richiesti.
Tale operazione mi ha permesso di ricevere subito alcune risposte tramite vari siti di lavoro, seppur senza proposte concrete. Un tangibile miglioramento: prima della sostanziosa revisione le risposte tardavano ad arrivare.

Non soddisfatto, ho dunque deciso di compiere un ulteriore passo per tentare l’ingresso nel mondo del lavoro: il “networking”.
Le statistiche mostrano che in Svezia è possibile trovare lavoro soprattutto tramite passaparola, facendo dunque leva sulle “referenze” più che sulla propria presenza in archivi informatizzati come Monster, Manpower e simili.
La “referenza” ricorda vagamente la nostrana “raccomandazione” e permette al candidato di avere maggiori chances d’impiego.
Ho dunque proceduto alla creazione di una rete di contatti recandomi in un locale già noto, capace all’alba della mia avventura di attirare la mia ammirazione: l’Akkurat.
Martedì sera ho avuto il piacere di ripetere un’esperienza simile alla prima, scambiando chiacchiere con diversi lavoratori da ogni parte del mondo: portoricani, francesi, spagnoli, inglesi, slovacchi.
Stando alle opinioni, il settore IT è realmente in fermento e vi sono numerose posizioni aperte. Ho pertanto stretto amicizie potenzialmente fruttuose e seminato, alquanto opportunisticamente, il mio CV. Attendiamo frutti.

Nel frattempo lo studio della lingua procede speditamente ma la sfruttabilità pratica del mio svedese è a tutt’oggi limitata.
Mi sono recato alla biblioteca di Hallonbergen per provare l’esperienza dello Språkcafé, una simpatica iniziativa utile all’apprendimento della lingua: l’appuntamento settimanale vede la presenza di un incaricato che offre il proprio tempo interagendo in svedese.
Nel caso di Hallonbergen, l’iniziativa va ben oltre la chiacchierata informale: Russel, svedese sulla cinquantina dai modi pazienti e rilassati, mette a disposizione i suoi insegnamenti con tanto di regole ed esercizi pratici.
Oltre all’appuntamento del Martedì, Russel esercita quotidianamente e “per diletto” la professione di insegnante. Le lezioni si svolgono al museo di Sundbyberg. Non è certo il museo che ci si aspetterebbe, si tratta piuttosto di una sorta di mercato delle pulci dove gli articoli non sono in vendita: oggetti abbandonati, vecchi giocattoli e vestiti sgualciti sopravvissuti all’inclemenza del tempo vengono conservati e mostrati al pubblico in un vecchio edificio di mattoni marroni. La piccola mostra racconta in modo discreto la storia di una Svezia che non c’è più.

Il mio futuro in questo Paese si deciderà nelle prossime settimane in base ai risultati dell’operazione di networking e dello studio della lingua. Pur essendo ottimista, il successo dell’impresa è sempre meno garantito.