Diario svedese – Scritto n.35: il terzo mese

L’autore ripercorre i passati mesi. Riflessioni e ringraziamenti.

Sono trascorsi tre mesi da quell’ormai lontanissimo quindici Settembre, giorno in cui facevo rotta verso Stoccolma. Nella valigia speranze, obiettivi, vestiti leggeri e un po’ di timore per l’impresa in cui avevo scelto di cimentarmi.
In questi tre mesi ho affrontato le insidie più inaspettate: l’impossibilità di trovare una casa, la sensazione di essere un girovago senza meta pronto a vivere alla giornata, con l’angoscia di ciò che mi avrebbe riservato l’indomani, e via così.
Ho affrontato la lavatrice con le istruzioni in svedese, l’imprevedibilità dell’asciugatrice e i capricci della cappa di aspirazione. Gli albergatori dai trascorsi incerti, i venditori greci e i ladri di accappatoi.
Eppure ho incontrato viaggiatori dell’Australia, Neozelandesi, medici Finlandesi ed economisti Etiopi. Designer Svizzeri, studenti Tedeschi ed infermieri Altoatesini. Ingegneri Svedesi, inglesi e cinesi. Senza contare tutti i bravi Italiani con cui ho bevuto più di un caffè, e mangiato un tipico Kanelbullar.
In questa avventura ho conosciuto persone molto interessanti con cui ho condiviso momenti di entusiasmo e di incertezza, grandi persone che mi hanno supportato in quella che è stata un’avventura veramente educativa e che lascerà un segno indelebile nella mia vita. Sono queste persone che ringrazio, insieme alle persone care e ai parenti che dall’Italia mi hanno supportato e mi sono stati vicini lungo questo viaggio. E mi sento di ringraziare dal profondo del cuore i miei genitori e Simona, che con estrema pazienza e sincero sostegno hanno sopportato i miei sbalzi di umore senza farmelo pesare. Grazie!
Ho lasciato l’Italia con l’intenzione di tornare in tre mesi, nel caso non avessi trovato lavoro. Oggi i tre mesi sono finiti, e il lavoro ancora non c’è. La Svezia è una nazione che è cambiata molto negli ultimi anni: stabilirsi è più difficile, me ne sono reso conto sulla mia pelle. Il recente fallito attentato renderà l’impresa ancora più ardua. Tuttavia, credo valga la pena di resistere ancora un paio di mesi, continuo a sperare che i miei sforzi possano un giorno essere ripagati. Gettare la spugna ora sarebbe folle. Poi, se ne riparlerà. Questa nazione bisogna meritarsela, ed il mio viaggio continua.
  • Mauro

    Bravo Spidernik, tieni duro e non demordere, a tornare si è sempre in tempo, e tre mesi sono davvero pochi. Comunque vada a finire, sarà un’esperienza che ti ha cambiato e ti cambierà la vita 🙂

    • spidernik84

      Grazie Mauro, assolutamente ;).

  • gabriele

    ciao, ti leggo spesso, complimenti per il blog… io vivo in norvegia, ho 26 anni, sto facendo il dottorato, e ti dico che secondo me qua è più facile trovare lavoro… io sento tanta gente che dalla svezia si trasferisce in norvegia, qui il paese è in grande crescita (il pil norvegese è circa uguale a quello svedese, con la metà degli abitanti…) e non ci sono così tante competenze in giro… perchè non provi?
    un saluto, in bocca al lupo per tutto!

    PS norvegese e svedese sono molto simili, una volta che ne hai imparato uno comprendi bene anche l’altro… e anche come clima, tradizioni, e standard lavorativi non c’è praticamente differenza…

    • spidernik84

      Wow grazie per i complimenti :).
      Davvero c’è più lavoro? Della Norvegia mi hanno sempre parlato benissimo, il problema è il costo della vita: vivere inizialmente lì senza lavoro sarebbe un massacro, ed i miei fondi calano a vista d’occhio :). Però ci penso, sicuramente, anche perché sono due nazioni molto simili, come dici tu.
      Grazie per il consiglio. A presto.

  • Ivy

    Buon complimese !!! 😀

    Sei arrivato fin qui con grande sforzo ed impegno , ritengo sia giusto non mollare proprio adesso …

    E ok … lo devo ammettere ci manca il nostro ” rompi scatole/brontolone ” di fiducia . 😉

    • spidernik84

      Ahhh vedi Ivana, te l’avevo detto che dopo un po’ si sente la distanza! Tranquilla che appena rientro cambi presto idea :D.

      • Ivy

        mmm Probabile !!! 😛
        Ci vediamo dopo il 26 , perchè per Natale io sono in montagna … Comunque ci sentiamo per gli auguri !!! 😀

  • zita

    Da persona saggia come sei , penso che avessi messo nel preventivo di dover affrontare molte insidie nel tuo cammino svedese…. comunque non demordere…. ti aspettiamo per il pranzo di Natale!!!!!!! Un abraccio zita

  • Worse

    Ciao.. Io ho vissuto in Svezia per parecchi anni e se non fosse stato per mia moglie non avrei resistito, anzi non sarei mai andato.
    La prima volta è stata ormai più di 5 anni fa e nonostante laurea e master non ho potuto trovare che qualche lavoretto estivo. Ora ho un lavoro stabile, ma part time.
    Purtroppo col tempo ho dovuto realizzare che per essere competitivi in Svezia ci vuole qualcosa di più. Un titolo di studio italiano o anche svedese non vale molto in mano ad uno straniero. Meglio uno USA.
    Devo dirti con franchezza che a meno che tu non sia cuoco, essere italiani è uno svantaggio.
    Alla fine dei conti ho pensato che la via più probabile per la Svezia è entrare in Italia in una multinazionale presente anche lì e poi trasferirsi.
    Il mio consiglio è: giocati le tue carte, perché delle chance ci sono sempre, ma tieni pronte le valige per scappare in tempo. Non incaponirti su un sogno. Vai da chi ti vuole. Peché chi ti vuole è chi ti merita.

    • spidernik84

      Ciao, grazie per il consiglio, accetto volentieri :).
      Sai, fosse vero amore per la Svezia allora annuirei senza esitazione.
      Nel mio caso, trattasi più che altro di esperimento. Avevo il pallino della Svezia, anche più di un pallino: una fissa.
      E’ come l’amore per una ragazza bellissima ma sconosciuta: l’unico modo per capire se ti sei innamorato della realtà o di un’idea è “conoscere” l’oggetto del desiderio. E’ possibile che l’entusiasmo si spenga o che si viva per sempre felici e contenti. Finché non si prova, si soffre nel dubbio.
      E’ per questo motivo che mi sono lanciato all’avventura, con l’obiettivo di rimanerci un anno almeno. Volevo unire l’utile al dilettevole, essendo l’IT molto all’avanguardia qui. Trasferirsi definitivamente non è ancora nei miei piani e non penso lo sarà mai.
      Sono contento di aver vissuto la Svezia in modo da coglierne anche gli aspetti meno piacevoli.
      E’ un bellissimo Paese, ha tantissime doti. Più ci vivo, tuttavia, più mi rendo conto che l’Italia ha davvero un potenziale strepitoso, assolutamente mal impiegato. Come per la parabola dei talenti, chi ne ha pochi li spende meglio, si sa. Non facciamo eccezione!