Diario svedese – scritto n.33: lavoro? No.

L’autore alle prese con la seconda tegola. Attuazione della strategia alternativa: “contatti”.

Concludevo lo scritto n.29 con parole ricolme d’entusiasmo et giubilo. Cautamente, mi ero riserbato di posticipare le celebrazioni dopo la firma del contratto.
Lo scritto n.33, gli anni di Cristo, è per comunicare il fallimento dell’impresa.

Io e Mattias ci eravamo lasciati con la garanzia che mi sarebbe stata recapitata una copia del contratto e delle varie scartoffie burocratiche a fine settimana. Trascorre il Venerdì, del contratto manco l’ombra. Attendo il Martedì successivo e ricontattato Mattias telefonicamente. Mi risponde con allegria, promettendomi di richiamarmi in un’oretta. La chiamata non arriva.
Attendo pertanto un’altra settimana e richiamo il tizio, sempre con la massima cortesia e pazienza (stupendomi peraltro di me stesso. Chi mi conosce sa che, tra le mie doti, la pazienza non figura certamente nella top 10).
Mattias mi risponde che, guarda un po’, sta per prender parte ad un meeting che lo impegnerà per un’oretta. “Ti richiamo, promesso”. Da allora, è di nuovo il silenzio radio.
Mando un’email dopo qualche giorno, agevolandolo con una domanda a risposta chiusa: “sei ancora interessato, o no?”. Trascorsi altri cinque giorni, la mia email rimane senza risposta.
Bilancio della prima offerta di lavoro: fallimento inspiegabile e ingiustificato, tre settimane buttate, richiesta personnummer rimandata in vista della possibile assunzione ed una grande sensazione di essere stati presi per il cu*o. Si ricomincia.

Nel frattempo su Stoccolma sono scesi i primi, silenziosi ed abbondanti fiocchi. Una ventina di centimetri di neve, ben assicurata al suolo dalla confortevole temperatura notturna di meno dodici gradi centigradi.
L’appartamento in cui risiedo possiede, nell’angolo di ogni stanza, delle graziose feritoie di dieci centimetri quadrati. Le suddette hanno l’intelligente funzione di garantire un ricambio ottimale d’ossigeno all’interno dei locali, oltre che di regolare l’umidità. Problema: le feritoie non possono essere chiuse e l’aria viene pescata direttamente dall’esterno senza che la temperatura venga adeguata a quella interna. Per un’illuminata scelta dell’arredatore, la testa del mio umile giaciglio è posizionata esattamente sotto la feritoia. Se, pertanto, il mio corpo gode dei benefici della coperta, lo stesso non vale per la mia faccia, letteralmente investita dai venti polari. Come se non bastasse, ad ogni soffio di vento un po’ più sostenuto piovono piccoli sassi e lapilli vari. Ogni sera, prima di andare a letto, mi pare di dormire tipo Mowgli nella foresta de “Il libro della giungla”.
Per ora la soluzione è consistita nell’applicare una sorta di tappo in cartone.
Il guardaroba è ancora peggio: potrei spegnere il frigorifero e trasferire tutte le vivande deperibili sulla mensola insieme ai maglioni, e appendere dei salumi a fianco delle giacche.

Nel frattempo ho risentito Johan, il tecnico Svedese incontrato all’ufficio di collocamento. Ci siamo dati appuntamento a metà settimana per una birra a Södermalm. Chissà che le nuove conoscenze non portino risultati incoraggianti.

L’umore è dunque altalenante, complice la poca presenza del sole e l’occasione di impiego data per certa e inspiegabilmente sfumata. Fortunatamente ho passato una settimana in compagnia di Simona che, molto stoicamente, si è sacrificata per portare un po’ di luce nel mio buio svedese, consapevole di non trovarmi di buon umore. Mi domando come mi abbia potuto sopportare in una delle settimane di maggior scazzo recentemente vissute. Grazie Simo, davvero!

  • simona

    Grazie a te per l’ospitalità, ci mancherebbe!
    Lo sai che ti sopporto sempre volentieri 😀
    Scherzi a parte, comprendo il tuo stato d’animo e immagino che sia un periodo un pò noioso.
    Sapevi già che questa tua scelta avrebbe comportato dei rischi, che hai deciso di voler coraggiosamente correre!
    Non sei solo,
    Un abbraccio

    • spidernik84

      Grazie :). Ricambio l’abbraccio!

  • ZITA

    ciao, l’obiettivo del lavoro, non ti deve sconfortare, eri consapevole che non fosse cosa facile, ma non ti devi scoraggiare , sei nei pensieri di tutti noi .. La domanda quotidiana, di Alfonso +è Sai qualcosa di Nikm la domanda di nonna idem, GAbri Amelia, , ecc..ec… INtanto continua a studiare, a breve vedrai che tornerà il sole…. un abbraccio

    • spidernik84

      Nessuno sconforto. A mente felice si combatte meglio :).
      Saluti a tutti voi!

  • gigliola

    coraggio Nicola non demordere vedrai che la tua tenacia sara ripagata!
    un abbraccio
    Gigliola

    • spidernik84

      Speriamo! 😀 Grazie mille.

  • Arduino

    Tieni duro… e rilassati.. sicuramente gia´ le aziende stanno pensando alle festivita´ ma a gennaio si riprendera´ a manetta.. quindi utilizza questi periodi di calma per goderti la svezia e studiare/ripassare..
    Le aziende aspettano l´anno nuovo per gli investimenti e le assunzioni.. c´e´ aria di lavoro in arrivo..

    se ti va di fare 4 chiacchere contattami in privato.. ciao

    • spidernik84

      Certo, ti contatto in pvt.