Diario svedese – scritto n.28: lenti movimenti

L’autore condivide l’appartamento. Prima interessante prospettiva lavorativa.

La vita Svedese procede senza particolari scogli o sorprese. Gli alberi sono ormai completamente spogli e mi sto lentamente addentrando nel temuto inverno Svedese. Complice l’adeguamento dell’ora, il sole tramonta attualmente alle 16.00 circa. A Novembre inoltrato, il buio calerà su Stoccolma alle ore 15.00, per un totale di sei ore di luce al giorno. Una luce nemmeno delle più accecanti, peraltro.
Al di là dell’inquietante prospettiva, la realtà non è così tragica: tenersi impegnati con studi e letture è un buon metodo per combattere l’inverno alle alte latitudini. Il freddo non sembra destare grandi preoccupazioni: le case sono isolate decisamente bene e, ora che Anders mi ha installato il doppio vetro mancante in cucina, in appartamento si sta comodamente in maglietta a maniche corte. I caloriferi sono sempre tiepidi, quindi si prospetta un inverno caldo, quantomeno in casa.
Da una settimana condivido l’appartamento con Giorgia, studentessa di medicina romana. Nonostante l’assenza di camere separate viviamo in totale indipendenza, condividendo saltuariamente pranzi e colazioni.
Nel frattempo, impiego il tempo studiando lo svedese e lavorando sui laboratori Cisco in vista del vicino e primo colloquio tecnico: un paio di giorni fa ho infatti ricevuto un’interessante telefonata da Mattias, poi rivelatosi il CEO di un’azienda fornitrice di servizi IT. Incuriosito dal mio curriculum e dagli studi Cisco, Mattias ha discusso con me del più e del meno, domandandomi come di consueto come mai fossi qui e quando fossi arrivato. Affascinato dalla mia sete di conoscenza in ambito IT, ha fissato un appuntamento per Venerdì in modo da conoscermi di persona e valutare le eventuali possibilità di impiego. Se ho capito bene, rivestirei il ruolo di “protocol guy”, esattamente la mansione che cerco. Troppo bello per essere vero? Possibile, considerato che mi ritrovo a discutere di lavoro non con un responsabile risorse umane ma addirittura con il titolare di un’azienda che sta ad una fermata di metro dal mio appartamento, il quale mi parla di “networking” e non di “help desk”, senza nemmeno domandarmi a che punto io sia con lo svedese. Non mi scaldo troppo e attendo Venerdì con entusiasmo e curiosità. Nel frattempo, sotto con i protocolli, l’IPv6 e le VPN. Aggiornamenti a breve, qualunque sia l’esito del colloquio!