Diario svedese – scritto n.19: Saluti all’ultimo ostello. Sabato da turista

Verso le sette e trenta vengo svegliato da Tim. É in procinto di lasciare l’ostello diretto all’aeroporto, rotta per la Norvegia. Mi stringe la mano e indica la sedia a fianco del mio letto. Mi ha lasciato un biglietto. Lo ringrazio con la promessa di leggerlo più tardi.

Scendo a far colazione e dedico qualche minuto alla lettura: “Se mai verrai in Australia fammi un fischio, ti farò da guida. In bocca al lupo per la tua avventura – Tim”. Grazie amico Australiano, non mancherò!

Rientro in camera e saluto le amiche Tedesche. Sembrano sinceramente dispiaciute per la mia partenza. In fondo, insieme a Tim e Basil, sono le compagne di camera con cui ho condiviso più giorni in ostello. Anche loro mi augurano tanta fortuna sorridendomi.

Mi incammino verso l’appartamento di Santo. Si è gentilmente offerto di ospitarmi per una notte, in vista del trasferimento presso il sofferto appartamento di Anders, dal quale sono ancora in attesa di conferme. Pranzo con un paio di tramezzini al formaggio, apprezzando per la prima volta il burro spalmabile svedese.

Lascio Santo e mi dirigo a Kunsträdgården, il giardino della regina. Indugio per qualche istante sulla planimetria delle linee metropolitane affissa al muro, attirando l’attenzione di un ragazzo che mi offre cordialmente il suo aiuto.

Stoccolma alle ore 14.00

Scopro che è un olandese, nazionalità mancante nell’albo delle conoscenze, laureato in informatica ma reduce da un grande cambiamento. Daniel, ventinove anni, si è lanciato nel mondo dell’organizzazione di eventi e vive nella capitale da qualche anno. Si incuriosisce e mi interroga seguendo il consueto iter: che ci fai qui, dove lavori e via dicendo. Giunto a conoscenza delle mie certificazioni Cisco, mi parla di un suo amico che lavora nel settore IT, il quale sembra essere alla ricerca di una figura del mio tipo. Ci scambiamo il numero di telefono con l’intenzione di riincontrarci presto per una birra in centro. Ogni opportunità non va ignorata.

Trascorro il pomeriggio a Kunsträdgården seduto su una panchina. Sulla città splende il sole, talvolta oscurato da una nuvola passeggera. La temperatura è mite, ed un vento leggero solleva nell’aria foglie dorate, premonitrici di un inverno ormai prossimo.

Ricevo il messaggio del disperso Anders: appuntamento domattina alle 10.00 per il trasferimento in appartamento. Sollevato, mi appoggio allo schienale della panchina, immerso nei miei pensieri.

Il pomeriggio

Passeggio per la città senza una meta precisa, giungendo fino al parco di Skansen, dove mangio un hot-dog all’ombra di un albero. Si sta facendo tardi e decido di prendere la linea tramviaria di recente costruzione: anziché sui tram moderni, finisco sui vagoni turistici in legno. Il simpatico veicolo mi conduce a Sergels Torg, dove mi imbatto casualmente in un gruppo di Italiani intenti a manifestare per il No-B Day, la giornata contro Silvio Berlusconi. Socializzo istantaneamente e prendo parte alla manifestazione. A corredo, la documentazione fotografica:

  • Fabrizio

    Sarò telegrafico:
    Concordo molto col cartello della seconda immagine hihihi.

    Strettamente al post: Tutto sembrerebbe prendere una vena positiva, bella lì Nico – l’ultima detta alla Ruggero!.

    Piccola nota: vai, immagini, siiiiiiiiiiiì (sono come i bambini piccoli, lo so)