Diario svedese – scritto n.18: altri viaggiatori

Mattinata di studio. L’autore riceve un dono da un altro viaggiatore.

Giornata decisamente tranquilla: condivido la colazione con l’ultimo compagno di stanza, Tim. Ventinovenne Australiano, pratica arti  marziali.
Ha appena concluso una storia sentimentale ed è in cerca di ispirazione: lasciato il lavoro a Perth, ha deciso di intraprendere un viaggio di un anno a spasso per il mondo. Salpato dalla terra dei canguri verso il Giappone, ha già visitato la Cina, Mosca e la Romania, per giungere all’Oktoberfest e prendersi un pugno in faccia da un Italiano. Fortunatamente Tim è un tipo sveglio e non cade nelle generalizzazioni, e gli sto simpatico.

Trascorro la mattinata studiando la terza lezione del corso di Svedese, svagandomi di tanto in tanto con il grazioso trenino elettrico reso disponibile nel lounge dell’ostello. Una lacrima innocente scorre lungo il mio viso, nel ricordo della trascorsa infanzia!
Asciugate le lacrime, sperimento baldanzosamente il mio rudimentale svedese con un’inserviente autoctona sulla quarantina, domandandole come si chiami e da dove venga: Irina, originaria del Kirghizistan, non è evidentemente del posto. Mi rendo conto della trappola in cui sono caduto quando è oramai troppo tardi: esaltatissima, Irina si lancia in un dilagante monologo di cui comprendo un ottimistico 10%, complice la mancanza della lingua ponte di cui ho fatto finora fatto uso, l’Inglese.
Mi libero dall’empasse con un evasivo “hej do” (arrivederci) che l’amica accetta con uno smagliante sorriso.

Nel pomeriggio incontro nuovamente Tim. Sta ascoltando alcuni brani dei Red Hot Chili Peppers sul suo portatile. Decide di regalarmi il libro che ha appena concluso: Scar Tissue, l’autobiografia del leader del gruppo, Anthony Kiedis. Ha gradito molto l’autobiografia ed è rimasto colpito dalla figura del cantante. Non è il mio genere, ma accetto di buon grado le novità e colgo l’occasione per mantenermi esercitato con l’inglese scritto.

La sera nuovo incontro con gli amici Italiani. Bisognoso di carne, decido di seviziare ulteriormente il mio fegato con un cheeseburger da “mAx”. Per ora, nessun effetto collaterale. Mi sto abituando.

  • zita

    Ciao, se ti pùò far sorridere, quando ritorni ti regalo un trenino.
    ciao Zita

  • Lorenzo

    una curiosità: ma Tim per girare il mondo per un anno intero ha accantonato un fondo per le spese di viaggio o lavora di tanto in tanto quando si ferma?
    no chiedo perché lo fanno in molti, e affascina anche me l’idea d’intraprende un viaggio in solitaria per il mondo
    ma vorrei capire come fare a mantenermi, senza vivere di troppi stenti
    🙂

    • spidernik84

      Ciao, credo proprio la prima che hai detto. Cambia Paese in media ogni settimana, tempo troppo breve per trovare un lavoro seriamente remunerativo! Lo ha proprio definito “anno sabbatico”.

  • alessandro bellini

    ciao nicola lo svedese (é qst il mio epiteto per definirti), come stai? quando pensi di tornare, visto che devo organizzarmi per raggiungerti? detto ciò, condivido quanto dice Lorenzo, nemmeno il Presidente di Confindustria potrebbe permettersi di viaggiarein maniera così eccessivamente continuativa…piacerebbe a tt! tuttavia, ci si rende conto di voler e dover continuare a vivere la vita quotidiana per mangiare a fine giornata un tozzo di pane…Wilde diceva che ‘per un essere umano la miglior esperienza della conoscenza intellettiva é viaggiare per conoscere, vedere altri popoli per conoscere’. Nulla di più vero: se potessi mi dedicherei esclusivamente a quello…sarebbe più formativo di acquisire una laurea in qualsiasi settore si preferisca, ma purtroppo ci si rende conto che la vita chiede altro o impone altro; e quest’ultimo si inserisce nella sfera della libertà. Nel 2010 noi uomini, raggiunto ogni tipo di progresso o, come sostengono alcuni regresso, possiamo veramente sentirci liberi? Ale

    • spidernik84

      Come darti torto… il viaggio è l’attività che ti permette davvero di aprirti la mente. Viaggiate il più possibile! Se fatto con l’intento della scoperta è un investimento sulla vita, non una spesa economica! 🙂
      Come hai detto tu, la società impone altro. Fortunatamente siamo ancora liberi di prenderci qualche spazio, ogni tanto.