Diario svedese – scritto n.15: Nuovo ostello, programmi per la settimana

L’autore dà l’addio al Belman. Arrivo al Best Hostel. Spese e programmi per la settimana.

Mi sveglio indenne e senza aver subito furti.  Accendo il telefono e ricevo un messaggio di Anders. Mi comunica che l’appartamento sarà disponibile da domenica. Ringrazio con timido entusiasmo. L’esperienza mi insegna che è bene non eccedere nel trasporto.

Dopo la colazione, preparo i bagagli e saluto il gestore marocchino.
Mi sorride: “Where are you going now, my briend?”
Impietosito, mento spudoratamente: “A friend is hosting me, he bought a new bed for me”.
Lascia presto da parte il rammarico sfoderando la proverbiale indole da venditore del Mediterraneo, tentando di vendermi uno dei materassi che ha acquistato in eccedenza per l’ostello, suggerendomi di proporlo all’amico mio: “Good quality my briend, you cannot find them anywhere! Just for us, good quality!”. Rifiuto cordialmente e lo saluto con una stretta di mano.  Mi augura buona fortuna portandosi la mano al cuore: “Good luck, my briend, good luck! Follow your heart, more than your mind…”.  Mah!

Mi incammino con il mio fedele fardello da trenta chili, sapientemente distribuiti in zaino, valigia e trolley, verso la stazione della T-Bana, direzione Hotorget. Dopo circa venti minuti sono al nuovo ostello, il Best Hostel City: locali ampi, lavanderia, staff adatto ad un ostello, “lounge” e cucina spaziosa con piano cottura. Finalmente potrò cucinare pasta, la quale è oltretutto disponibile gratuitamente in tre varianti!

Nel pomeriggio mi faccio una camminata lungo Sveavägen diretto al familiare Lidl. Triste ammetterlo ma è uno dei punti saldi di questa avventura, qualcosa di “noto” che mi garantisce la sopravvivenza a basso prezzo. Come mi sono ridotto!
Mentre passeggio per il reparto frutta, due marmocchi mi dicono “brucia”[sic.], li mando teneramente “affanculo”. Fuggono in preda al terrore. Messaggio giunto a destinazione, a quanto pare.
Alla cassa, scopro di essere stato particolarmente abile nella scelta dei prodotti: formaggio, sei uova, insalata, pomodori, succo d’arancia  e yoghurt per un totale di cento corone nette. Poco più di dieci euro per due o tre giorni di autonomia, non male.

Rientro in ostello: domattina dritti allo Skatteverket per il personnummer. Che la fortuna mi sostenga!