Diario svedese – scritto n.13: l’eterno nomade

Infauste notizie. “On the road again”. In senso letterale.

Mi sveglio e condivido una colazione a base di yoghurt alla vaniglia e muesli con Basil, il ragazzo svizzero conosciuto ieri.
Prendiamo la tunnelbana verso T-Centralen, dove ci separiamo. Obiettivo della giornata: la ricerca dello skatteverket, l’ufficio delle tasse dove mi recherò la prossima settimana per richiedere l’agognato personnummer, il codice fiscale svedese.
Mi reco all’ufficio del turismo in cerca di lumi, incontrando una chilometrica coda che mi spinge a desistere.

Opto per l’esplorazione selvaggia e senza meta, percorrendo una scala che conduce al cavalcavia. Ridiscendo dall’altro lato del camminatoio, procedendo lungo una sorta di molo su cui poggiano gli imponenti piloni di sostegno del sovrastante cavalcavia. Alcuni ciuffi d’erba spuntano coraggiosi tra le piastrelle di cemento. Risalgo la scala che costeggia il terrapieno per tornare al piano stradale. Dopo qualche centinaio di metri sono nuovamente a T-Centralen,  di fronte al Cityterminalen.
Avanzo per qualche altro metro e, distrattamente, noto il familiare logo dello Skatteverket. Bingo!
L’ufficio è chiuso il sabato ma già ne ero al corrente, in compenso ho appreso la posizione degli uffici.

Nel pomeriggio incontro nuovamente Basil di fronte alla Kulturhuset. Telefono al mio contatto svedese per il famoso appartamento fantasma: brutte notizie, la stanza temporanea non è disponibile e Anders non risponde alle telefonate. Ormai mi rassegno a vivere una giornata nell’entusiastica speranza, e la successiva nell’angosciante incertezza. E’ un buon modo di allenare lo spirito con una sorta di “stretching“.
Mangio con Basil una mini-baguette acquistata al 7-Eleven per recuperare le energie,  lo accompagno dunque al Moderna Museet, dove ci salutiamo.

Raggiungo Santo a T-Centralen e ci facciamo un giro per il centro. Santo, sempre gentile ed informato, mi illustra i tanti aspetti di Stoccolma che ancora non conosco: il giardino della regina, la piazza centrale, lo shopping in galleria.

Ci liberiamo dal caos del Sabato stoccolmese per raggiungere Brommaplan. Santo mi guida alla Judarskogens naturreservat, una riserva naturale di circa un chilometro quadrato dove vivono cervi, volpi, lepri e tanti altri animali che avvicinano l’uomo senza alcun timore. Purtroppo ho la sola fortuna di notare una gazza ladra intenta a rovistare tra le foglie. Interrompe la sua attività per osservarci incuriosita, per poi riprendere tranquilla le sue mansioni.

Mangio una pizza con Santo a casa sua e faccio l’incontro del suo coinquilino: architetto cileno, stasera ha invitato degli amici svedesi che mi stringono con entusiasmo la mano. Dopo uno scambio di chiacchiere aventi per tema i prodotti Apple, di cui decanta le qualità estetiche, sparisce nel soggiorno con i suoi ospiti.

Prendo la Tunnelbana verso l’ostello insieme a Santo. Lo ringrazio e ci salutiamo.
Tornato al Belman Hostel ritrovo Basil. Il medico finlandese e il programmatore neozelandese se ne sono andati e sono arrivati una ragazza di origini ignote ed un medico pachistano. Io e Basil, ormai in preda agli effetti del soggiorno prolungato in questo insolito ostello, ci improvvisiamo “comitato di benvenuto” del Belman. Il pachistano ride come un pazzo, così come l’altra ragazza. Ormai è il delirio, tutti si domandano come siano finiti in questo posto!

Saluto il pachistano con un “namaste” congiungendo le mani ed inchinandomi. Felice, risponde al saluto.
Mi preparo al sonno. Domani sarà necessario prenotare il quarto ostello. Fortunatamente la conferenza sul diabete è finita, troverò ostelli liberi e meno… originali.

  • zita

    sempre di più mi sto rendendo conto di avere un nipote che potrebbe fare le scarpe a tutti i giornalisti italiani e non solo, tutto questo mi lusinga, diventerà famoso….
    complimenti ancora e buona fortuna. non mollare mai!!!!!!! zita

    • spidernik84

      Eh vabbè, che esagerazione! 🙂 C’è molto da fare, più li rileggo è più ci trovo errori, ridondanze, inesattezze… in fondo va bene così, è la prova di “genuinità” e spontaneità degli scritti 🙂

  • Santo

    Ciao
    Sai che quando hai bisogno di una mano, la puoi trovare alla fine del tuo braccio, ma se non bastasse, chiama pure.
    Se qualche pomeriggio vuoi iniziare scuola di svedese, chiama, così serve anche a me per ripassare, o farmi venire voglia di studiare.
    Se hai occasione di rivedere Aziz, l’insegnante SFI, chiedigli i cd della scuola da copiare, in un pomeriggio lo possiamo fare. Con quelli e i libri potremmo studiare meglio.
    Se ti avesse invitato il mio coinquilino cileno potevi preoccuparti,
    con me nessun problema 🙂

    Ciao a presto

    Santo

    • spidernik84

      Grazie Santo, grazie! Sei una delle persone che mi hanno sostenuto di più in questo progetto, ti sarò per sempre debitore :).
      Aziz è a Goteborg, vediamo cosa riesco a fare!