Diario svedese – scritto n.12: solidarietà in ostello

Fastidio durante la cena. Supporto reciproco tra compagni di sventura.

Dopo lo shock iniziale mi sono ambientato. L’ostello non offre grandi stimoli ma garantisce qualche altra notte al caldo.

Mi dirigo alla cucina per festeggiare soddisfatto con un buon piatto di pasta, appuntamento culinario da troppi giorni rimandato. Con sommo fastidio, realizzo che la cucina è priva di piano cottura. Dannazione!
In collera, ripiego su alcuni tramezzini al formaggio, seguìti dalla quotidiana mela del Sud Tirolo.

Rientro in camera più o meno sazio e pochi minuti dopo fa il suo ingresso un nuovo inquilino. Neozelandese, parla un inglese strettissimo: mi chiede l’ora e gli rispondo indicandogli il bagno. “oh, time? I tought you asked me for the toilet!”.
Mi faccio un giro ed incontro un altro ragazzo nel corridoio. E’ chiaramente arrivato da poco, cerca sguardi di comprensione e supporto. Attacco bottone con un sarcastico “Welcome!”. Ride con inquietudine.
Scopro che è stato assegnato alla mia camera e approfondisco la sua conoscenza. Svizzero, parla un inglese perfetto con un impeccabile accento britannico. Designer, dopo un’esperienza lavorativa a londra ha deciso di farsi un giro al nord, finendo come me in questa gabbia di matti che è il Belman’s hostel.

Poco dopo ci raggiunge il “medico”. Finlandese, sulla settantina, è qui anche lui per il convegno sul diabete. Anche lui parla un inglese british, essendosi laureato alla London University. Gli piace l’Italia, ha viaggiato in quasi tutto il mondo e sostiene l’importanza del viaggio come forma di apertura mentale. Insindacabile!

Dopo la chiacchierata contatto il mio referente svedese. Ci sono buone probabilità di trovare una stanza, nell’attesa che si liberi il fantomatico appartamento di Anders. Un altro spiraglio di luce? Evito il facile entusiasmo ma accolgo con soddifazione la notizia.

Nel frattempo lo svizzero è andato a farsi un giro con la mia tessera della tunnelbana. Io me ne starò in ostello, la mia carta è pagata per un mese e non nominale, e lui sembra affidabile. Estasiato, mi ha lasciato il suo iPod in segno di reciproca fiducia. Il neozelandese cerca invece una porta usb per caricare il cellulare, gli offro dunque il mio netbook come “base di ricarica”. Ringrazia e se ne va. La fiducia ripostami dai due coinquilini mi rallegra ed invita ad un sonno senza pensieri.

  • Rosanna

    Solo una parola: indimenticabile! Che esperienza…

  • zita

    Vedi di non dimagrire troppo, mangiando mele ed insalata!!!!!
    Buon fine settimana.
    Zita

  • Mary

    Quoto Zita!!!! appena trovi un piano cottura vai di piattoni immensi di pasta!!! 🙂