Colate di cemento

mont.jpgSon tornato proprio oggi da una settimana di vacanza in montagna. E' incredibile quanto si sia urbanizzata l'Aprica! Nel giro di un anno sono comparsi dal nulla case e condomini enormi, orrendi nel loro grigiore artificiale. Ci stiamo spingendo oltre ogni limite, non abbiamo più confini, ormai la natura non fa altro che cedere di fronte all'avanzare dell'uomo…cosa succederà quando essa cesserà di retrocedere ai colpi di piccone e alle colate di calcestruzzo? Un nuovo diluvio universale? Tornado devastanti? I mutamenti climatici sono già in corso, è il menefreghismo di certo non migliora le cose. Ci vogliamo svegliare o cosa? Tempo qualche decennio e questo pianeta non reggerà più il carico, e allora si che diremo addio alla Terra! Non ci sarà nessuno a raccontarlo, sicuro, ma nemmeno qualcuno A CUI raccontarlo…

Riflessione sugli sms

sl45.jpgRiflettevo giusto oggi sull'incredibile diffusione degli sms negli ultimi anni. Possibile che un servizio creato dagli operatori a scopo puramente tecnico (fu progettato al fine di consentire a chi lavorava “dietro le quinte” lo scambio di messaggi sullo stato delle reti, dei ripetitori, etc.) sia divenuta la “killer application” del nuovo secolo? Diamine, ormai la gente non parla, digita! Con certi amici mi ritrovo, mio malgrado, a battere da bravo coglione centinaia di caratteri e inviare decine di messaggi quando, con gran sollievo del portafogli, potrei spendere un decimo digitando il suo numero e pigiando il bottoncino della chiamata…Ragazzi, a conti fatti si risparmierebbe di brutto! Un sms costa più di 300 lire! E vabbè che son carini, e vabbè che son divertenti, e vai di iconine, e vai di suoni, ti parte un capitale! E poi, se si va avanti così, va a finire che involviamo e perdiamo l'uso della parola.
Ah, mondo illogico…

Linux, pinguino difficile

tux.jpg Eheh, Linux, sicuramente una delle parole più conosciute, amate, temute e da alcuni disprezzate che in tempi recenti ha fatto il suo ingresso nel gergo di tutti gli informatici del mondo…

Ben quattro anni fa ebbi l’istinto anch’io, da tipico presunto “ganzo” dei pc, di provare il sistema Unix, astro nascente e neonato simbolo dell’informatica libera.
Dopo l’entusiasmo della prima installazione, ricca di schermate introduttive, l’euforia lasciò presto spazio alla frustrazione. Il “fighetto” che ero si scoprì incapace di muoversi tra i comandi totalmente differenti dell’OS, di tornare ad operare con la shell come ai tempi del DOS, e oramai viziato dalla facilità e dalla user-friendliness dei sistemi di zio Bill.

Anni dopo, archiviato il proposito di dar via all’apprendimento del sistema, ci riprovai. L’esperienza fu senz’altro più entusiasmante: Volevo imparare, e in parte ci riuscii. Per ben sei mesi ebbi modo di scoprire funzioni meravigliose della mitica distro redhat 9 prima, e fedora core 1 dopo, riuscendo a far cose che con Windows richiedevano sforzi sovrumani e davano risultati nemmeno lontanamente comparabili. Con la scuola di mezzo le cose si fecero difficili man mano che gli esami si avvicinavano, e l’esigenza di focalizzare tutti i miei sforzi nello studio fu il colpo di grazia alla mia già vacillante fede, resa già dubbia dalle costanti difficoltà che incontravo nell’ardua via dell’apprendimento dell’OS di Torvalds.

Oggi, con tristezza, sono costretto ad usare il sistema di casa Microsoft, ed è con WindowsXP che scrivo queste parole cariche di rammarico.
Devo esser sincero, così male non mi trovo, fa tutto quello che deve, funziona veloce, gioco, lavoro, scrivo, disegno, e mai un crash. Passi da gigante rispetto alle tristi e vergognose parentesi (se eufemisticamente le vogliamo definire così) dei vecchi sistemi basati sul kernel di win 95 e 98…Intraprendere la via dei sistemi NT è stata senza dubbio idea saggia, bisogna darne atto a Zio Bill.

Penso che, prima o poi, tenterò di tornare a Linux, un sistema di indiscussa potenza, invidiabile flessibilità e incredibile stabilità, che merita tutta l’attenzione del mondo dell’informatica, e ingiustamente ma inevitabilmente colpito da una pesante maledizione: l’esser entrato in gioco quando le radici di Windows erano già estese in ogni angolo del globo.
Io tifo per Tux ma, ora come ora, purtroppo, vivere sotto il dominio M$ è necessario e inevitabile…

Hey, bartender! – Vita da barista

guinness.jpgEra dall'estate scorsa, causa impegni scolastici, che non tornavo a servire dietro al bancone del bar del mio caro cugi. Avevo scordato quanto divertente e, allo stesso tempo, frustrante fosse la vita da barista. In una parola: “particolare”.

E' un'attività che richiede velocità, cortesia, spirito di improvvisazione e molta, molta pazienza. Aver a che fare con clienti simpatici è piacevole, aver a che fare con la over 40 che si lamenta perchè la sua tonica non arriva dopo 90 secondi che l'ha ordinata, anche se il bar e pieno e i baristi si lanciano a distanza pinte di birra e panini per star dietro agli ordini, ovviamente è già meno gratificante.

Il tedesco che ti da due euro di mancia è cosa buona, il nonno che beve quattro litri di pinot al giorno e quando parla non comprendi una parola, no.

La vecchina che ti sorride e ti chiede un gelato alla panna e ti fa i complimenti è cosa buona, la famiglia calabrese in vacanza con i diciotto figli, di cui dodici piangono, 4 fanno gli slalom tra i tavoli, due ti smerdano con la nutella la tovaglia che hai appena diligentemente pulito, no.

La coppietta che, con timidezza, chiede le liste è cosa buona, la compagnia di soci nella quale spunta, con paleolitica grazia, il deficiente tamarro che ti fa orrende battute per far colpo sulle tipe (senza successo), no.

D'altronde è così, cosa non si fa oggi per guadagnare un pochino di verdoni…e stasera, altra maratona con i vacanzieri della domenica 😀

Vale, locus infamis

alba.jpgOggi, finalmente, ho preso la decisione di tornare al mio ormai vecchio liceo per ritirare quel soffertissimo diploma, frutto di 6 (si, sei) anni di fatiche, sofferenze, delusioni, e tristezza passati nel desiderio di poter finalmente stringere quel pezzo di carta, dal valore di più di mille tesori, per me.

Ormai fuori, l'intenzione era di consegnare l'attestato di versamento, ritirare il malloppo e tornare a casa dove mi attendeva un piatto di spaghetti al sugo, senza troppi problemi, senza pensieri e riflessioni impegnative. Ritirare il foglietto del cavolo e tanti saluti.

In realtà le cose andarono diversamente. Dopo il ritiro del cimelio e il successivo “arrivederci” alla segretaria (e sussurrato “si, col ca##o che mi rivedete, stronzi!”), mi incamminai verso l'uscita, percorrendo il viale e raggiungendo il parcheggio principale.
Fu a quel punto che venni assalito da uno strano senso di gioia ed euforia: stringevo tra le mani il mio diploma, avevo superato l'ostacolo più grande della mia vita e la causa della mia cronica apatia. Non riuscivo a trattenermi dal sorridere, uno dei sorrisi più naturali e a me sconosciuti che avessi fatto in tanti anni. Alzai lo sguardo, di fronte a me giaceva, immobile, il cancello in ferro che per 54 mesi avevo attraversato a piedi, la porta dell'inferno. Lo superai e mi venne da ridere, un riso di gioia, ma anche di sfida. Mi voltai: “Ora non puoi più nulla su di me, con te non avrò mai più a che fare, da oggi sono libero”.

Mi è comunque impossibile dimenticare, pur volendo, i passati sei anni, vissuti con gli amici della prima e della seconda classe, le gite, le feste, le battute e le prese in giro. Rimarrà tutto impresso nella mia mente, radicato nei miei ricordi e sempre presente. Forse, un giorno, guarderò al passato con un sorriso sul volto, dicendomi “si, in fondo nella vita ogni esperienza ci fa crescere, nel bene e nel male”

Oggi apro il mio blog

Ebbene si, dopo aver indugiato per tempi incalcolabili, ho deciso finalmente di aprirmi un bel blog! 😀

Ho fatto una breve ricerca nelle raccolte di script in php e, in meno di mezz’ora, mi son montato il mio bell’ e leggero blog! Tutto perchè son fatto così, è genetico, non ci si può far nulla: se decido di fare una cosa PUFF è già bell’e che fatta…:P

Come mai passare da un sito semplice ad uno di questo tipo? La scelta sta nel fatto che crescente è stato, in questi mesi, il desiderio di dare inizio alla scrittura di un diario, in cui riportassi i pensieri che maturavo ogni giorno, osservazioni che facevo alla vista di determinate persone o nel vivere situazioni fuori dal comune.

La soluzione, quindi, l’ho trovata in un Weblog, meglio definito “Blog”, sistema simpatico e veloce che va tanto di moda nel mondo parallelo che è internet 🙂