V for Vendetta

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Attratto più per la definizione di “Nuovo Matrix” appioppata dai critici che dall'ispirazione infusa dalla locandina, ieri ho avuto modo di assistere alla proiezione di “V for Vendetta“, ultima fatica dei fratelli Wachowski.
Ambientato in una Londra governata da un regime dittatoriale, V4V vede Hugo Weaving, famoso per il ruolo dell'Agent Smith in Matrix, vestire i panni del carismatico e fiero combattente V. Il protagonista, colto, poetico e misterioso, veste completamente di nero ed indossa una maschera bianca con le fattezze di Guy Fawkes, cattolico inglese famoso per il fallito “attentato” al parlamento inglese nel 1605, noto come “Congiura delle polveri”.
Il film vede il protagonista impegnato in una lotta contro questo regime, basata su attacchi terroristici mirati ai centri di potere dello stesso, accompagnato da una convincente Natalie Portman, attraverso un viaggio basato sui ricordi, sulla rivincita dell'uomo e sulla lotta per le libertà di pensiero, d'espressione e di parola soffocate dall'ombra della dittatura.
Il film colpisce più e più volte durante i 120 minuti per la profondità dei pensieri, per l'umanità del misterioso eroe dalla maschera bianca (la cui teatralità ricorda il “Fantasma dell'opera”) e per la stretta connessione con gli eventi reali di cui è protagonista la nostra stessa società: la pellicola è densa di evidenti richiami al nazismo, ad Abu Grahib (notato i cappucci neri e le tute color arancio dei prigionieri?), agli attentati, al potere di manipolare la realtà detenuto dai media, etc.
Come non dare peso poi alla scena in cui il detective Finch comprende la vera natura degli attentati narrati nel film: il mandante ed esecutore non sarebbe in realtà una frangia sovversiva, ma il governo stesso, impegnato in un'opera di copertura con false notizie e finti attentatori ovviamente identificati e giustiziati. Il riferimento agli attentati terroristici dell'11 Settembre a NY è velato, ma nemmeno troppo. A chi non cogliesse la teoria a cui mi sto riferendo consiglio la seguente lettura: http://www.disinformazione.it/11settembre2001.htm
Sul piano strettamente cinematografico emerge una nota negativa dal punto di vista dell'azione: il film è ragionato e lo spazio per l'action è veramente esiguo; i combattimenti si limitano a poche scene (3 o 4, forse di più) di 4/5 minuti l'una. Dagli Watchoski, reduci da un capolavoro come Matrix, ci si sarebbe aspettato qualcosina in più. Sia chiaro, il film è ottimo e non si rimpiangono le sequenze nella lobby o nella metropolitana che han reso Matrix celebre, anche perchè per quanto poche le scene sono girate in maniera impeccabile, complice la presenza del “bullet time” (il rallenty)…
Una pellicola importante, insomma, che dà una ventata di freschezza ad una Hollywood recentemente incapace di sfornare film di un certo spessore, con un cast all'altezza, una trama forte e temi delicati ma di necessaria trattazione, in un'epoca come la nostra dove regnano sovrani incertezza e sete di verità.
Vivamente consigliato

  • Il Merovingio

    Un filmetto no global filoterrorista. Più che dare ventate di freschezza, direi che infanga il nome di Hollywood.
    Pessimo film.
    Vivamente sconsigliato.

  • spidernik84

    Beh, come si suol dire, libertà d'opinione 🙂
    Io l'ho apprezzato senza essere no-global filo-terrorista, guarda il caso…