Steorn-mania strikes again! + mixed stuff

heater.jpg gb.png And the “not-subject-to-physics-laws-inventions” saga goes on! If Steorn, with its perpetual-motion device, has been so audacious to challenge thermodynamic’s laws (being predictably beaten), Ecowatts goes well beyond, literally making fun of them.
As reported by the influential Dailymail, this small company of Lancing (West Sussex, England) managed to produce a device able to output more energy then the one you need to make it work.

The device, similar to a water-boiler, heats through an electrode a special mixture of water, potassium carbonate and a “secret catalyst”, this last one similar to fabled Coca-cola mysterious ingredient. Using an heat-exchanger it is possible to heat up water and then pump it through domestic pipes.
Ecowatts folks swear that their device works, this time admitting with admirable honesty that they still don’t have a clear idea on how the “prodigy” happens.
This thing is going to be sold at an average price of 1500 – 2000 dollars. Not bad…

[For your interest: Dailymail article]

And now the unfailing polemical parentesys, a true trademark of my humble and little blog: alone at midday, called by the voice of his stomach, with a pot in his hand spidernik starts a fast-cooking session. After the opening of the fridge, his eyes scan the content and stop with childish joy on a coloured and attractive box of “Parmacotti”. His hand moves by itself, grabbing with avidity the precious box. Possessed by extraordinary desire, he unfolds from the paper fold the double plastic blister.
The ecologist soul, unwisely awakened by deep horror and disdain, puts apart the fiery instinct to eat. After a little moment of meditative contemplation, disdained spidernik grabs his mobile and takes a shot of the scene: in front of him two poor pieces of ham covered with breadcrumbs, quite humble compared to what pictured on the box. Togheter with a pubblicitary hoax, an offence to Her Majesty Mother Nature with an overbloated packaging (notice the space between the product itself and the “cradle”).
Spidernik, who takes the problem from the back (uhm) argues: why on earth we try to solve junk removal problems trying to eliminate them more efficently, while we could do some efforts in producing less of them? Spidernik proposes, and he’s not alone, to make less bloated, recyclable packagings, free from all those folds and plastic envelopes, for all products. This is similar to his theory by which is far easier to waste less energy then to produce more of it, technically and economically!
Spidernik is upset, an “Parmacotti” are taking revenge opposing to the digestive process 😐

PS: This has nothing to do, but spidernik wants this.

it.png Continua la saga delle scoperte non soggette alle leggi della fisica! Se la Steorn, con il suo dispositivo a moto perpetuo, ha osato sfidare le leggi della termodinamica (subendo una prevedibile sconfitta), la Ecowatts va ben oltre, prendendosi addirittura gioco di esse.
Stando a quanto riportato dall’autorevole Dailymail, la piccola ditta con sede a Lancing (Sussex occidentale, Inghilterra), avrebbe infatti dato vita ad un dispositivo in grado di produrre un quantitativo di energia maggiore rispetto al quantitativo necessario al suo funzionamento.
L’apparecchio, una sorta di boiler per uso domestico, scalda a mezzo di un elettrodo un composto di acqua, carbonato di potassio e un “catalizzatore segreto”, quest’ultimo simile al famigerato “ingrediente magico” della Coca-Cola. Mediante un apposito scambiatore di calore l’energia termica viene trasferita all’acqua, poi regolarmente pompata nelle tubature domestiche.
I tizi della Ecowatts giurano sul funzionamento dell’apparecchio, in questo caso ammettendo con ammirevole sincerità di non aver completamente chiare le dinamiche e i segreti alla base del “prodigio”.
Sta di fatto che l’aggeggio è in vendita a circa 1500 – 2000 dollari. Non male…

[Maggiori info per i curiosi sul sito del Dailymail]

Ed ora l’immancabile parentesi polemica, ormai vero e proprio trademark del mio piccolo e umile blog: a casa da solo verso mezzodì, colto dal richiamo del suo stomaco, pentola alla mano spidernik si appresta ad avviare una sessione di cucina veloce. All’apertura del frigorifero i suoi occhi, effettuata una rapida scansione delle cibarie disponibili, si posano con fanciullesca gioia sulla colorata ed attraente confezione di “Parmacotti”. La mano si muove da sè, afferrando con bramosia il prezioso contenitore. Colto da prodigiosa cupidigia, egli sfila dalla busta in cartone il doppio blister in PET.
L’anima ecologista, incautamente destata dal profondo orrore e dallo sdegno, soffoca testè l’istinto animalesco di spidernik di nutrirsi. Dopo un istante di meditativa contemplazione, lo sdegnato afferra il cellulare e immortala la scena: di fronte a lui due miseri pezzi di prosciutto impanato, decisamente modesti in confronto all’immagine illustrativa sulla confezione. Oltre all’inganno pubblicitario, l’offesa a Sua Maestà Madre Natura con un packaging (all’inglese, come va di moda oggi) decisamente sovradimensionato (notare lo spazio di un centimetro tra il prodotto e la “culla”.
Spidernik, che affronta i problemi prendendoli dal retro (uhm), si domanda: per quale ragione ci poniamo come obiettivo primario di trovare mezzi sempre più efficaci per eliminare più rifiuti, quando non ci sforziamo minimamente di PRODURNE DI MENO? Spidernik propone, e non è il solo, di realizzare packaging riciclabili, meno complessi, privi di n buste e bustine di n materiali differenti, qualunque sia il prodotto. Simile alla sua teoria per cui è più logico sprecare meno energia che crucciarsi per produrne di più, sia da un punto di vista tecnico che economico!
Spidernik è arrabbiato, e i “Parmacotti” si stanno vendicando opponendosi al processo di digestione 😐

PS: non c’entra un tubo, ma spidernik lo vuole.