Riflessione estemporanea sui social network

Dal Vangelo secondo Me – Litania del martedì

Per conto mio facebook e gli altri social nw ci possono anche stare, è la parte marcia degli utenti di questi social nw che andrebbe nuclearizzata istantaneamente.

Al di là di tale personalissima esternazione, tutto questo “let’s get social” mi sembra davvero eccessivo: qualsiasi gadget è ormai facebook ready, ogni brand / società / onlus / club di paese / parrocchia di montagna / cellula di Al Quaeda si sente tagliato/a fuori se sul proprio sito non ha il logo “follow on twitter” “become fan on facebook” e simili.

Ok, facebook e i social network non sono nient’altro che un front-end ad internet, un’interfaccia semplice che permetta a mo’ di motore di ricerca di connettere i suoi nodi (le persone). Insomma, ha unificato internet, l’ha reso alla portata di tutti: se prima per un comune mortale il contatto con una persona era un casino (Su che forum scrivi? Qual’è la tua email? Hai un IM o un sito? Su che chan di IRC digiti?), ora è sufficiente conoscere il nome e il cognome della persona desiderata, tanto più che in meno di dieci anni quello che era la prassi, il registrarsi con nickname di fantasia, è ora diventato paradossalmente un unicum, dato che chiunque getta in pasto al mondo con assurda leggerezza tonnellate di informazioni private.

Non so, ragazzi, io con la tecnologia ci lavoro, soprattutto in ambito di networking, però si sta correndo troppo, imho.

Il post si lega a pennello con il penultimo post su Android.