MEWT – E l’eolico va!

flo.jpgPoniamo fine al consueto silenzio stampa con un piccolo post, questa volta dedicato ad una promettente tecnologia di cui da un po’ si fa un gran discutere nel panorama delle rinnovabili: il “MEWT”. L’acronimo, ai più, dirà poco, non trattandosi peraltro di un’onomatopea con riferimenti al mondo felino.

Nel campo delle rinnovabili l’eolico è sicuramente uno dei sistemi cardine per la produzione su larga scala di energia elettrica. Ingegneri, tecnici, investitori si sono però sempre trovati a dover affrontare ostacoli di natura pratica che hanno reso problematico lo sfruttamento agevole del vento e risicata la resa economica.
Gli aerogeneratori classici, data la conformazione “ad elica” della componente meccanica principale, per ragioni di sicurezza e di resa hanno sempre richiesto il posizionamento su piloni verticali che garantissero una distanza da terra sufficiente a cogliere le correnti elevate e a preservare la sicurezza della fauna e della popolazione.
Vi sono tuttavia ulteriori aspetti da tenere in considerazione: in primis il pesante impatto estetico, data la mole dei singoli generatori, la cui disposizione in batteria nelle cosidette “wind-farm” li rende visibili dalla lunga distanza (pare strano, ma a molti piace più lo smog di un’elica a regime di rotazione ridotto, per di più color latte). In secondo luogo la presunta rumorosità delle pale, recentemente ridotta con studi sull’aerodinamica dei rotori e sull’insonorizzazione dei moltiplicatori e delle meccaniche. In terzo luogo la resa incostante dei generatori, operativi a partire solo da venti con velocità di 3-5 m/s e inutilizzabili in caso di correnti superiori ai 20-25 m/s, situazione in cui il rotore viene arrestato per evitare l’”over-spinning”.

Incredibile ma vero, tutto il trafiletto era necessario all’introduzione del già citato “MEWT”. Il Mixer/Ejector Wind Turbine, come intuibile dal roboante nome, nasce dall’esperienza del costruttore FloDesign, specializzato in realizzazioni di molteplice natura nel settore aeronautico.
La tecnologia studiata dalla FloDesign non solo supera sensibilmente i livelli di resa delle tecnologie classiche, ma permette dati i minori ingombri di ampliare il numero di elementi nelle wind-farm, di avere un arco di utilizzo dell’apparecchio di molto superiore e di richiedere minori costi in fase d’installazione.
Purtroppo non mi è stato possibile reperire alcun test-run di questa promettente tecnologia, sarebbe interessante valutarne l’effettiva validità sul piano pratico. Per ora siamo in possesso soltanto di un video “promozionale” diffuso dalla FloDesign, visibile su ecoblog. Consiglio spassionato: dateci un’occhiata, è davvero di una chiarezza e di un’efficiacia disarmanti.