Geremiade del Martedì

wtf.jpg gb.png No, no english version today, i’m too much pissed off, ya. Maybe next time…

it.png Della serie “amore per le lamentazioni”, oggi ne ho tre in un colpo solo (sì, ho scritto “Geremiade del Martedì” e posto di Mercoledì…le lamentazioni ben fatte richiedono tempo, digita digita e la mezzanotte è scoccata). Cominciamo:

Lamentazione numero 1: Studio aperto

Esempio lampante di come non fare giornalismo, Studio aperto propina durante le ore di massimo ascolto i servizi giornalistici più idioti, insulsi, volgari, pilotati e inutili che emittente televisiva possa avere il coraggio di mandare in onda. Da qualche anno è semplicemente considerabile la versione televisiva di Novella 2000 ed Eva 3000. Le riviste citate, in compenso, si trovano solo in edicola, Studio aperto anche se sbagliate canale.
Dopo il meritato incipit, il perché della geremiade: di recente si fa un gran parlare dell’affaire Grillo. Il comico genovese, per chi non ne fosse a conoscenza, ha portato qualche centinaio di migliaio di persone a scendere nelle maggiori piazze della penisola durante il “Vaffanculo Day”, protesta pacifica atta a promuovere a mezzo referendum un generale repulisti del parlamento dai soggetti poco trasparenti (dettagli qui. Il sottoscritto, per inciso, era a firmare a Brescia il mitico 8 settembre; vedi foto).
Fin prima del V-Day totalmente ignorato dai mass-media, il fenomeno Grillo ha dimostrato, dopo la manifestazione, di esser ben più pericoloso e incontrollabile del previsto; la casta, sguinzagliando i suoi bravi servitori delle testate giornalistiche, ha dunque ben pensato in fretta e furia di passare dalla “Fase A”, l’assordante silenzio, alla “Fase B”, la denigrazione / diffamazione. Il canto del cigno, mi verrebbe da dire. Ma veniamo al dunque: seguivo per caso (Dio o chi per lui mi perdoni o mi fulmini, fa lo stesso) l’edizione delle 12.25 di Studio Aperto; tra i vari servizi insulsi con le solite donnine del cazzo, viene infilato un video dello spettacolo di Grillo del 2000. In tale video, un irriconoscibile Grillo prende a martellate con inquietante entusiasmo un pc, da lui definito nel video tecnologia “inutile”, “difficile” e strumento verso una rete internet di “illusioni” e “inganni”. Tutto ciò è verissimo, ancora mi ricordo lo spettacolo quando andò in onda sull’allora Tele+. Al di là del paradosso che vede un Grillo antitecnologico portato alla ribalta proprio grazie al mezzo da lui criticato, ciò che mi domando è: perché, schifosi che non siete altro, quando mandate in onda un servizio tanto fuori contesto da esser palesemente mirante alla diffamazione, almeno non vi impegnate un poco a renderlo credibile? Forse verrà un giorno in cui anche la stolta massa capirà quanto siete subdoli, viscidi e venduti…MERDE!

Lamentazione numero 2: Gli assessori alla pianificazione urbanistica e il loro staff.

Passo da Brescia, sono alla fermata dei bus di fronte alla stazione. Noto con stupore che la strada lastricata è stata ricoperta da una colata di asfalto. Immediatamente mi vengono alla mente altri casi di lastricato di giovane età crudelmente sepolto dall’orrido bitume: Provinciale di Clusane, Provinciale di Grumello, etc. Comprendo la motivazione di tali interventi di asfaltatura, presumibilmente dovuti all’alta scivolosità dei lastricati in pietra in caso di pioggia; ciò che testè mi domando è: perché, spiegatemelo su, fate sempre le cose con il culo? Con la scusa dei costi coperti dalla comunità realizzate impianti semaforici incapaci di regolare a dovere il traffico, dossi tanto fuori norma da sfondare i basamenti dei motori, rotonde inutili, lastricati pericolosi, svincoli assurdi…cazzo, cazzo…perché?!? Mi domando, gli “ingegneri” del passato hanno tirato su piramidi, anfiteatri, meraviglie come Santa Croce e il Taj Mahal e San Pietro…secoli e secoli di vita e sono ancora lì!!! Perché? Perché pianificavano, progettavano con raziocinio e diligenza! Meno mezzi, risultati sorprendenti…e voi non riuscite a farmi un dosso o un sottopassaggio a norma? Ma porca putrella (appropriato).

Lamentazione numero 3: Trenitalia e il concetto di biglietteria automatica “usabile”.

Sono esausto, l’ars lamentandi spossa, sarò breve: questa mattina ero in stazione a Palazzolo, ennesimo giorno in cui le bariste avevano sputtanato la macchinetta dei biglietti. Pronti, vai alla biglietteria automatica a far la coda. Giunge il mio turno e mi metto a fare il biglietto andata e ritorno; l’altoparlante annuncia l’arrivo imminente del treno. Sono lì che smanetto e odo una vocina, alle mie spalle: “ragazzi, non potreste fare un po’ più in fretta che arriva il treno?”. Parte il dialogo:

Io senza nemmeno voltarmi: “eh scech(*), più veloce di così non so che fare…fammi fare il biglietto di andata e ritorno…”
voce: “eh ma non puoi, ci metti troppo, dopo devi ripartire da capo per ristampare l’altro”
io (con malcelata irritazione): “ma va, l’ho sempre fatto, cosa dici”
voce:“eh ma” “blah” e cazzate assortite.

Ovviamente avevo ragione io, biglietto stampato e via a prendere il treno. Chi fosse la proprietaria della voce lo ignoro (probabilmente era della donna della mia vita, che mi son definitivamente giocato…ma vuoi metter la soddisfazione? E che diamine…).

(*) espressione dialettale bresciana per “ragazzi”.

Al di là del siparietto, la lamentazione verte sull’usabilità delle nuove biglietterie: uno schermo a matrice di punti non retroilluminato, ovviamente inutilizzabile di notte. L’interazione con i comandi a schermo non è a mezzo di intuitive soft-keys a lato dello schermo in corrispondenza delle voci o tramite touchscreen, ma per mezzo di codici inseribili tramite una tastiera meccanica, saggiamente ubicata venti centimetri più in basso e orizzontalmente disassata verso destra rispetto allo schermo, così da costringere i vostri occhi a fare il giro del mondo prima di riuscire ad impartire il comando. Altra gabola: la macchina ha probabilmente un processore mosso da propulsione animale, presumibilmente un roditore, tanto che tra la pressione del tasto e l’esecuzione del comando passano 2 secondi. Inoltre, vista l’assenza di una conferma sonora o visuale di avvenuta pressione dei tasti, vista la lentezza di risposta capita sovente di premere il pulsante due volte, impartendo comandi errati; ciò, unito alla totale mancanza di una voce “indietro”, porta l’utente a dover ripartire da capo ad ogni errore. Tutti sanno quanto ciò innervosisca; ne va da sè che maggiore è il nervosismo maggiore è la probabilità di commettere errori. Ciliegina sulla torta: quasi sempre il resto non è disponibile, ergo la restituzione di una ricevuta di credito incassabile solo presso una biglietteria delle Ferrovie. Un buon bestemmiatore, posto davanti alla suddetta macchina, avrà più di un’occasione per “dire messa”, con sommo compiacimento dei presenti.
Per la cronaca: pagati i 4,90€ del biglietto con un pezzo da 5€ ho ottenuto la ricevuta da 10 centesimi. Quei cazzo di dieci centesimi sono andato ad incassarli, FINO ALL’ULTIMO.

[now playing: Rolling Stones – Satisfaction]