Diario Svedese – scritto n.50: di primavere, uccelli e sfratti

Ritorno ad un clima umano. Miserabili volatili. Alla ricerca di una nuova dimora. Gradite visite.

Torno a scrivere dopo un periodo decisamente denso di avvenimenti. Giusto per disambiguare: a dispetto del titolo non ho mutato i miei gusti e non sto scrivendo da sotto un ponte.
La primavera, pur a fatica, si sta finalmente palesando dopo sei mesi di interminabile gelo: gli alberi sono in fiore, le temperature stanno salendo e le giornate si stanno visibilmente allungando. Il sole scaccia l’oscurità fin dalle prime ore del mattino (albeggia più o meno alle 5.00) e se ne torna a dormire dopo le 21.00. Nonostante le tende scure fatico a non svegliarmi con i primi raggi del sole, situazione che mi ha invogliato ad acquistare una mascherina in cotone per gli occhi. Risultato insoddisfacente.

Dicevo, alberi in fiore, sole e la rinascita della natura, animali compresi. Già, animali, ed ecco presto spiegato il titolo: da un paio di mesi, non bastasse il sole, vengo svegliato nel cuore della notte da un insistente picchiettio nel muro. Le congetture si sono sprecate: ho ipotizzato un vicino amante delle verdure a dadini, alle prese con un tagliere. No. Ho ipotizzato un insonne amante del bricolage con una sterminata collezione di quadri da appendere. No. Un modello originale di sveglia a percussione. Nemmeno.
All’ennesima levataccia mi dirigo deciso verso la finestra, occhi iniettati di sangue, apro le tende, spalanco l’anta e osservo l’area. È in quel momento che scopro il bastardo! Mi perdonino Licia Colò e Sveva Sagramola, ma appeso al muro vi era un minuscolo passero giallo e blu. Dopo una rapida ricerca scopro il nome della bestiac… del delizioso volatile: una cinciarella. In aggiunta alla passione per le percussioni, l’uccello in questione ama cantare e ha saggiamente scelto per palcoscenico il ramo dell’albero fuori dalla mia finestra. Ogni mattina è un assolo che dura ore.
Ho aggiunto alla mascherina i tappi. Risolto? Giammai! L’infame essere SA, CAPISCE, VEDE che io DESIDERO dormire e, miserabile, da qualche mattina ha cominciato a martellarmi anche il vetro… :(. Ed è qui che l’ecologismo vacilla…

Al di là delle presenze, in seguito alle certezze dal punto di vista lavorativo è la casa a non essere più una garanzia: Anders, originariamente intenzionato a tenersi l’appartamento per usi futuri, ha misteriosamente cambiato idea e ora vuole vendere. A nulla son valsi, per ora, il possesso di documenti svedesi e un impiego: di affitti umani manco l’ombra. Riprendiamo le ricerche, dunque. Oltretutto ho scoperto di pagare un affitto assolutamente sproporzionato rispetto all’appartamento. Non che mi sia stupito particolarmente ma questa è stata l’offerta in tempi di carestia…

Nel frattempo ho trascorso tre piacevolissime settimane con Simo, la quale mi ha fatto riscoprire il piacere di avere qualcuno che ti attende a casa. Simo, grazie per aver posto un freno al processo di trasformazione del sottoscritto, sempre più irrimediabilmente simile a Mowgli…

Sul lavoro tutto ok. Le responsabilità cominciano ad arrivare e a breve giungeranno in ufficio vari switch e router da configurare. Un importante esame in arrivo, pertanto. Speriamo in bene!

Visto che mi sono fatto attendere cerco di farmi perdonare con delle orrende fotografie scattate tramite cellulare:

  • simo

    Grazie a te per l’ospitalità! è stato un piacere poter condividere insieme queste settimane ed inoltre….il processo di trasformazione in Mowgli non avverrà mai, a prescindere dalla mia presenza, ne sono certa!
    Nonostante la chilometrica distanza fisica, ti sono vicina! un abbraccio