Category: Mixed Thoughts


Osservazioni sul mondo del lavoro in Svezia a poco meno di due anni dall’assunzione.

Sono trascorsi ormai più di ventiquattro mesi da quel lontano quindici Settembre 2010 che mi vide incamminarmi, spinto dalla speranza e verso l’ignoto, lungo una strada di cui non vedevo la fine. Partii, romanticamente, più per il piacere del viaggio che per il raggiungimento della meta. Flebile il ricordo dei sentimenti provati. Ne ho una vaga idea, di certo dovevo essere molto motivato. E arrabbiato. Un po’ deluso, certamente.

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Studi antropologici in terra di Svezia

Durante questi due anni di soggiorno a Stoccolma mi sono spesso interrogato in merito alle abitudini comportamentali dei nativi.

Uno degli aspetti più evidenti degli stoccolmesi è il distacco che tendono a mostrare nelle relazioni interpersonali, particolarmente evidente nel caso non vi siano rapporti di forte amicizia. Il distacco arriva a livelli tali da essere talora interpretato come maleducazione. Non sempre lo è.
Questo ermetismo,  definito dai popoli latini “freddezza”, merita infatti un approfondimento. Il miglior modo per accettare – o quantomeno tollerare – un fenomeno è infatti dedicarvi del tempo per capirne l’origine e l’essenza.

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Serata all’insegna del cinema.

Lascio l’ufficio verso le 17.00 in compagnia del collega Matteo. Prendiamo la tunnelbana alla volta di Hornstull, nella parte ovest di Södermalm.
Raggiungiamo il cinema Rio, un vecchio locale dall’aspetto retrò con qualche decade alle spalle. Con un certo stupore ci imbattiamo in una coda di persone che ha inizio all’esterno dell’edificio. La pioggia battente non aiuta. Proiezione del giorno: il documentario indipendente “Italy, love it or leave it”, di cui non conosciamo granché.

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L’autore in giro per l’Europa. Considerazioni d’inverno.

Il lavoro occupa sempre più spazio nella mia vita, circostanza non necessariamente positiva. Negli ultimi mesi ho effettuato due trasferte a Londra, aventi per obiettivo l’allestimento del nuovo ufficio inglese.
Esperienze decisamente positive, nonostante il tempo a disposizione limitatissimo (tre giorni ciascuna).

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Cronache della prima trasferta lavorativa.

Rientro dalle ferie con sorpresa. Nemmeno il tempo di perdere la tenue abbronzatura che ricevo la sorprendente notizia:
- “Andrai in trasferta a Malta, c’è del lavoro da fare”.
Io: “uh, quando?”.
- “tra due settimane. Andrai da solo”.
Pur avendo alle spalle, questo blog ne è testimone, una trasferta ben più impegnativa, la mia espressione è stata grossomodo la seguente: :|

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L’autore tra anniversari e ringraziamenti.

Sono trascorsi un anno e un giorno dalla partenza. Contro ogni possibile previsione mi trovo ancora in Svezia, con una dimora più o meno fissa, tutti i documenti del caso e un lavoro.
Questo è lo scritto più significativo dall’inizio della mia avventura, eppure è il più sintetico. Ad oggi, l’anno trascorso è stato il più folle e stimolante della mia vita, i dodici mesi che mi hanno reso una persona diversa.
Grazie a chi ha creduto in me e a chi ha reso possibile tutto questo, a chi mi ha assistito, supportato, sopportato, consigliato, sostenuto e semplicemente ascoltato. Un sincero grazie a voi, mamma e papà, a te Simona, ai miei parenti e anche agli amici. E un ringraziamento a tutti i lettori del mio umile blog, sia chi ho conosciuto di persona, sia chi leggo sotto forma di commenti. Tutti siete stati parte di questa mia piccola grande avventura.

*nota: mi suona dannatamente di epitaffio/testamento ma mi adopererò per far seguire altri scritti, non sia mai! :)

Resoconto di un’estate ormai trascorsa. Traguardi inaspettati sul lavoro.

Ho ricevuto diversi messaggi tra l’ansioso, il curioso e il colmo d’apprensione in merito al mio prolungato silenzio. Qualcuno mi credeva defunto mentre altri, meno premurosamente, ipotizzavano stessi spendendo il mio tempo tra feste, peccati e lussuria. No.

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L’autore e la socialità in azienda. Hardware e pasticcini.

I giorni trascorrono tranquilli a Stoccolma e comincio ad adattarmi ai nuovi ritmi. Nel post precedente scrivevo del clima sempre più primaverile, caratterizzato da giornate soleggiate e temperature miti.
Nelle ultime due settimane la primavera ha mostrato qualche tentennamento; in particolare ho provato il piacere dei primi acquazzoni svedesi, conditi con una manciata di grandinate casuali ed improvvise, il tutto con quel pizzico di vento gelido che fa sempre bene (nonostante il mio sistema immunitario non presenti particolari debolezze, il raffreddore e il mal di gola non li ho potuti evitare).

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L’autore e le riflessioni del sabato pomeriggio.
Sono al parco pubblico, a pochi passi da casa. Un leggero vento fresco e il sole splendente rendono la temperatura ideale e l’inverno un lontano, brutto ricordo.
Di fronte a me un piccolo specchio d’acqua e lo scrosciare di un fiumiciattolo. A qualche passo dalla panchina su cui siedo un’oca canadese rovista nell’erba, non spaventata dalla mia presenza. Le sue sorelle nuotano nel lago, altre riposano sull’erba, la testa tra le penne.
No, non si tratta di un incubo (come avrete compreso dallo scritto precedente, i volatili sono ormai la mia ossessione), ma di ciò che io definisco “pace”.

Ritorno ad un clima umano. Miserabili volatili. Alla ricerca di una nuova dimora. Gradite visite.

Torno a scrivere dopo un periodo decisamente denso di avvenimenti. Giusto per disambiguare: a dispetto del titolo non ho mutato i miei gusti e non sto scrivendo da sotto un ponte.
La primavera, pur a fatica, si sta finalmente palesando dopo sei mesi di interminabile gelo: gli alberi sono in fiore, le temperature stanno salendo e le giornate si stanno visibilmente allungando. Il sole scaccia l’oscurità fin dalle prime ore del mattino (albeggia più o meno alle 5.00) e se ne torna a dormire dopo le 21.00. Nonostante le tende scure fatico a non svegliarmi con i primi raggi del sole, situazione che mi ha invogliato ad acquistare una mascherina in cotone per gli occhi. Risultato insoddisfacente. View full article »

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