Diario svedese – scritto n.52: server e pasticcini

L’autore e la socialità in azienda. Hardware e pasticcini.

I giorni trascorrono tranquilli a Stoccolma e comincio ad adattarmi ai nuovi ritmi. Nel post precedente scrivevo del clima sempre più primaverile, caratterizzato da giornate soleggiate e temperature miti.
Nelle ultime due settimane la primavera ha mostrato qualche tentennamento; in particolare ho provato il piacere dei primi acquazzoni svedesi, conditi con una manciata di grandinate casuali ed improvvise, il tutto con quel pizzico di vento gelido che fa sempre bene (nonostante il mio sistema immunitario non presenti particolari debolezze, il raffreddore e il mal di gola non li ho potuti evitare).

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Diario svedese – scritto n.51: riflessioni sotto il sole di primavera

L’autore e le riflessioni del sabato pomeriggio.
Sono al parco pubblico, a pochi passi da casa. Un leggero vento fresco e il sole splendente rendono la temperatura ideale e l’inverno un lontano, brutto ricordo.
Di fronte a me un piccolo specchio d’acqua e lo scrosciare di un fiumiciattolo. A qualche passo dalla panchina su cui siedo un’oca canadese rovista nell’erba, non spaventata dalla mia presenza. Le sue sorelle nuotano nel lago, altre riposano sull’erba, la testa tra le penne.
No, non si tratta di un incubo (come avrete compreso dallo scritto precedente, i volatili sono ormai la mia ossessione), ma di ciò che io definisco “pace”.

Diario Svedese – scritto n.50: di primavere, uccelli e sfratti

Ritorno ad un clima umano. Miserabili volatili. Alla ricerca di una nuova dimora. Gradite visite.

Torno a scrivere dopo un periodo decisamente denso di avvenimenti. Giusto per disambiguare: a dispetto del titolo non ho mutato i miei gusti e non sto scrivendo da sotto un ponte.
La primavera, pur a fatica, si sta finalmente palesando dopo sei mesi di interminabile gelo: gli alberi sono in fiore, le temperature stanno salendo e le giornate si stanno visibilmente allungando. Il sole scaccia l’oscurità fin dalle prime ore del mattino (albeggia più o meno alle 5.00) e se ne torna a dormire dopo le 21.00. Nonostante le tende scure fatico a non svegliarmi con i primi raggi del sole, situazione che mi ha invogliato ad acquistare una mascherina in cotone per gli occhi. Risultato insoddisfacente. Leggi tutto “Diario Svedese – scritto n.50: di primavere, uccelli e sfratti”