Diario svedese – scritto n.32: Simhallen, la piscina

L’autore e la prima nuotata in Svezia. Aggiunte all’appartamento. Attesa.

Assedio

La sedentarietà, il materasso e le sedie da quattro soldi IKEA non giovano al mal di schiena. Tutti i problemi che in Italia erano ormai un lontano ricordo (grazie al nuovo materasso e al nuoto) si sono prepotentemente ripresentati.
Mi sveglio alle 7.00 con l’intento di trovare una piscina vicina alla mia abitazione. Scopro con gioia che la piscina più vicina è a Sundbyberg, a soli dieci minuti di autobus da casa mia. Fortuna vuole che la linea sia la 504, la cui fermata e a venti metri dalla porta di casa. Leggi tutto “Diario svedese – scritto n.32: Simhallen, la piscina”

Diario svedese – scritto n.31: il secondo mese

Sintesi a due mesi dalla partenza.

Sundbyberg alle ore 12.00. Il sole è già basso

Oggi scatta ufficialmente il secondo mese di permanenza a Stoccolma. Il clima non sta dando ancora il peggio di sè, mentre il sole sorge e sparisce al di là dell’orizzonte con fretta sempre maggiore.
Piano piano l’appartamento diventa più confortevole e i viaggi in T-Bana non sono più così spaventosi. Mi mimetizzo nella multicolore popolazione della Capitale, tra un caffè e un kanelbullar in compagnia degli altri amici italiani. La tecnologia mi avvicina alle persone care in Italia, rendendo i miei giorni in solitaria meno angoscianti.

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Diario svedese – scritto n.30: Internet in Svezia

Breve disquisizione sullo stato delle connessioni internet in Svezia.

Quasi profeticamente, raggiungo il trentesimo inserimento nel mio diario trattando uno degli aspetti principali che mi hanno condotto nel nord Europa, in particolare in Svezia: il fertile settore ICT.
Il Paese Scandinavo risulta essere, a livello mondiale, il maggiore ad investire nelle nuove tecnologie, in particolare nel settore delle telecomunicazioni. L’intera “scommessa” di trasferirsi in Scandinavia trova le sue motivazioni anche in ciò.

Diario svedese – scritto n.29: lavoro?

Viaggio a Kista per il primo colloquio lavoro. Positivi risvolti.

È giunto il giorno del primo serio colloquio per un posto di lavoro in un’azienda Svedese. Trascorro la mattinata ripassando le nozioni importanti in vista dell’intervista, anticipando le possibili domande e rivedendo l'”etiquette” del perfetto colloquio Scandinavo.
Pranzo con un essenziale piatto di pasta al sugo di pomodoro e lascio l’appartamento diretto alla stazione della T-Bana. Per la prima volta, prendo il treno in direzione Akalla anziché  T-Centralen.
Lasciata la stazione, il treno spunta dall’oscurità del tunnel cavalcando un lungo viadotto in mezzo a prati ed alberi, per poi rigettarsi nelle profondità della terra. Dopo qualche chilometro siamo nuovamente all’aperto. Qualche centinaio di metri e il convoglio si arresta alla mia fermata: Kista, la Silicon Valley della Svezia, il polo IT più importante dell’intero Paese.

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Diario svedese – scritto n.28: lenti movimenti

L’autore condivide l’appartamento. Prima interessante prospettiva lavorativa.

La vita Svedese procede senza particolari scogli o sorprese. Gli alberi sono ormai completamente spogli e mi sto lentamente addentrando nel temuto inverno Svedese. Complice l’adeguamento dell’ora, il sole tramonta attualmente alle 16.00 circa. A Novembre inoltrato, il buio calerà su Stoccolma alle ore 15.00, per un totale di sei ore di luce al giorno. Una luce nemmeno delle più accecanti, peraltro.