L’autore di rientro in Svezia dopo una breve settimana in Madrepatria. Volo disperato con Ryanair. Di nuovo a caccia di un lavoro.
Archive for October, 2010
L’autore ospite a cena. Spesa al Systembolaget.
E’ Venerdì, questa sera sarò a cena da Alfredo, l’amico cileno di Santo. Decido di acquistare un presente, giusto per non essere a mani vuote.
Su suggerimento di Santo mi dirigo ad uno dei Systembolaget, gli unici esercizi commerciali autorizzati alla distribuzione di alcolici “seri”. In Svezia, come saprete, ci danno dentro, quindi il governo ha il monopolio degli alcolici, la cui vendita è assolutamente controllata. Quanto meno ci provano.
L’autore all’ufficio di collocamento.
Dopo pranzo mi dirigo in centro verso l’Arbetsförmedlingen, l’ufficio di collocamento Svedese. Sono costretto a correre, ho calcolato male i tempi e il drop-in è alle ore 13.30, tra circa un’ora.
Arrivo con un buon margine d’anticipo di quasi quarantacinque minuti.
La sera prima ho scambiato qualche messaggio nella chat di supporto dell Arbetsförmedlingen con un operatore, il quale mi ha garantito che avrei potuto stampare il CV direttamente in sede, senza problemi.
L’autore alle prese con il primo, grosso problema.
Dopo pranzo mi reco con Santo a Bagarmossen, zona meridionale della Capitale. Ho appuntamento con Georgios per il ritiro del mio nuovo acquisto.
Arriviamo puntuali alle 14.00 circa all’abitazione, saliamo le scale dello stabile popolare fino al secondo piano. Camminiamo per una ventina di metri lungo il balcone, sul quale si affacciano le porte di legno dei singoli appartamenti, come nei motel hollywoodiani.
L’autore presso il KTH. Pensieri sulle amicizie.
In seguito all’abbandono formale della vita di ostello tutto scorre più lentamente. Anche la frequenza degli scritti si è sensibilmente ridotta. Prima avevo molto da raccontare, ora un poco meno. Mi rendo conto che la vita da avventuriero è emozionante ed educativa solo ora che vivo in un appartamento in perfetta solitudine. D’altronde, o si vive una vita da corrispondente estero come fece il buon Tiziano Terzani, o ci si deve cercare una sistemazione stabile. Pochi hanno la fortuna e la costanza di seguire la prima strada.
Scendo nell’attrezzatissima lavanderia portandomi appresso la borsa con i panni sporchi. E’ un gran giorno: alla tenera età di ventisei anni avrò il mio primo contatto con una lavatrice.
L’autore compie la prima visita all’IKEA. Spese continue per l’appartamento. Primi giorni di vita d’appartamento in solitaria.
L’autore si trasferisce presso la nuova dimora. Prime sgradite sorprese.
nota: post mal-scritto causa giornata devastante.
Mi sveglio verso le otto e condivido la colazione con Santo. Lascio l’amico e mi dirigo verso Hallonbergen, ridente quartiere nella zona settentrionale della capitale.
Tramite la Tunnelbana giungo alla stazione e mi attivo subito per cercare la fermata dell’autobus per Ursvik, il quartiere dove è situato l’appartamento. Sono in leggero ritardo, informo dunque via sms Anders di tutti i miei spostamenti, con tanto di stime indicative del mio arrivo. Non ottengo risposta.
Verso le sette e trenta vengo svegliato da Tim. É in procinto di lasciare l’ostello diretto all’aeroporto, rotta per la Norvegia. Mi stringe la mano e indica la sedia a fianco del mio letto. Mi ha lasciato un biglietto. Lo ringrazio con la promessa di leggerlo più tardi.








