Qualche giorno fa discutevo con un amico dei recenti e costanti attentati a Londra e Sharm. La discussione s'è accesa non appena Marco, l'amico, ha esordito con l'affermazione “cosa puoi pretendere da una religione il cui testo sacro predica la violenza”, per poi riportarmi una frase tratta dal Corano che faceva più o meno così: “e verrà il giorno in cui romperete con le vostre mani i crani degli uomini, delle donne e dei bambini cristiani” o similia.
Alchè sono scattato chiedendo fonti e prove di quanto sostenuto dall'amico. In risposta mi son sentito dire che la documentazione si trova tranquillamente su internet.
La discussione s'è poi spenta per gli sguardi allibiti dei soci presenti al nostro tavolo al bar, sguardi che suggerivano quanto tale discussione non fosse la più rilassante da tenere un lunedì sera di mezza estate.
Oggi ho riflettutto e mi son riproposto di leggermi il corano:DEVO verificare di persona, è il modo migliore per conoscere la verità. Voglio però esser certo che sia l'originale, e non una “nuova edizione” con i contestabili “extras” by Al Quaida.

Di recente si fa un gran discutere sulla campagna promozionale fiat: La “Rinascita del marchio”, il “comprare italiano”, la “qualità e originalità Fiat” e altri bei sentimenti di stampo nazionalista vanno di moda nella vana speranza di tornare ai fasti del dopoguerra. E intanto che si dice a torino? Semplice, al lingotto si parla sempre meno italiano. Dopo la recente delocalizzazione di alcune fabbriche Fiat in Polonia (la Panda), Turchia e Brasile (nella terra del Carnevale ci fan le Palio), suggerita dal trend diffuso di spostare la produzione dove la manodopera costa meno, a Torino non si sono fermati. La nuova punto, da sempre “istituzione nazionale” purosangue italiana, in uscita a settembre, sarà in tutto e per tutto una Opel Corsa semplicemente travestita: la meccanica è la medesima. Per quanto riguarda la Stilo, purtroppo un mezzo flop (il target di vendita era di 400.000 unità, di cui ne è stato venduto solo un quarto), la progettazione e la produzione della nuova versione saranno commissionate alla Magna Styer, colosso austriaco che già vanta accordi con BMW (produce la X3), SAAB (per quanto riguarda la 9-3) e altri produttori noti. Oltre a perdere quel poco che le rimaneva di italiano, la Stilo costerà alla Fiat il 40% in più di quanto non sarebbe costata se prodotta “in casa”.
In questi giorni, complice la mia “vacanza pre assunzione”(esatto, sto per andare a lavorare full-time…ve ne parlerò quando mi assumeranno, SE mi assumeranno), mi sto letteralmente sparando una quantità assurda di filmati, video e documenti con l'obiettivo di informarmi il più possibile sulle reali condizioni dell'amata Italia. Mi son posto questo scopo in seguito al resoconto del viaggio oltralpe compiuto dall'amico Andrea, reduce da un illuminante (da quanto ho inteso) periodo all'estero per il progetto erasmus.





